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martedì 21 marzo 2017

Il pensiero di Talete

Talete di Milèto (-640, - 547circa) filosofo greco
antico. È comunemente considerato il primo
filosofo della storia del pensiero occidentale.
Tratto dal saggio: Pillole di Filosofia, disponibile al seguente indirizzo, anche in formato gratuito.

Introduzione:

Talete è comunemente considerato il primo filosofo della storia del pensiero occidentale.

La summa della sua filosofia può essere racchiusa in un sol motto: «Tutto è fatto d’acqua». 

Per formulare questa tesi, Talete si basò sull'osservazione diretta della Natura e dei fenomeni manifesti. 

Il motivo della scelta dell'acqua deriva probabilmente dalla sua abbondate presenza sotto forma di mari, fiumi e precipitazioni, dall'importanza di questo composto chimico nella crescita e nell'esistenza di tutti gli esseri viventi e anche dal fatto che il nutrimento è sempre, in qualche misura, umido. 

L'affermazione attribuita a Talete è degna di valore in quanto può essere considerata, a ragione, come un’ipotesi scientifica.


Il pensiero:

Molte parole non sono mai indizio di molta sapienza.

Gli dei hanno dato agli uomini due orecchie e una bocca per poter ascoltare il doppio e parlare la metà.

La cosa più facile è dar consigli ad un altro.

La cosa più difficile è conoscere sé stessi.

La cosa più piacevole è ottenere ciò che si desidera. 

La cosa più strana è vedere un tiranno vecchio.

L’acqua è la migliore di tutte le cose. 

Il più bello è il mondo, perché opera divina. 

Fortissima è la necessità, perché tutto vince.

Grandissimo è lo spazio, perché tutto comprende.

L'ignoranza è un vizio.

Non essere ricco tramite l'ingiustizia.

Non abbellire la tua immagine; sia bello invece il tuo agire.

Non è sufficiente avere le proprie mani pure, bisogna avere lo spirito puro.

Il modo migliore per vivere una vita ottima e onesta è quello di non fare quello che si rimprovera agli altri.

Ognuno deve attendersi dai figli ciò che ha dato ai genitori.

Felice è quella famiglia che senza possedere grandi ricchezze, tuttavia, non soffre la povertà.

La speranza è il solo bene che è comune a tutti gli uomini, e anche coloro che non hanno più nulla la possiedono ancora.

Botta e risposta:

Interrogato se fosse nata prima la notte o il giorno, rispose: «La notte, prima di un giorno».

Ad un adultero, che gli domandava se giurare di non aver commesso adulterio, disse: «Lo spergiuro non è peggiore dell'adulterio».

Interrogato se chi commette ingiustizie sfugga agli dei: «No, neppure colui che le pensa soltanto».

Interrogato su cosa fosse la divinità: «Quel che non ha principio né fine».

Interrogato sul modo più facile per sopportare una disgrazia: «Vedendo i nemici nel peggio».

Talete

Lucio Apuleio su Talete:

«Talete di Mileto fu senza dubbio il più importante tra quei sette uomini famosi per la loro sapienza. 

E infatti tra i Greci fu il primo scopritore della geometria, l'osservatore sicurissimo della natura, lo studioso dottissimo delle stelle: 

con poche linee scoprì cose grandissime, la durata delle stagioni, il soffiare dei venti, il cammino delle stelle, il prodigioso risuonare del tuono, il corso obliquo delle costellazioni, l'annuale ritorno del sole; 

fu lui a scoprire il crescere della luna che nasce, il diminuire di quella che cala e gli ostacoli di quella che s'inabissa».

Lucio Apuleio

Aristotele su Talete:

«Siccome, povero com'era, gli rinfacciavano l’inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un’abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n’era alcuna richiesta; 

quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo». 

Aristotele

Diogene Laerzio su Talete:

«Si narra che alle insistenze della madre che lo voleva accasato e che gli chiedeva: “Perché non ti sposi, Talete?”, egli sempre rispondesse: “È ancora troppo presto”. Finché un giorno cambiò risposta dicendo: “Ormai è troppo tardi”». 

«Era solito dire che in nulla la morte differisce dalla vita. ''E tu allora perché non muori?'' gli si diceva; la sua risposta era: ''Perché non vi è differenza''».

Diogene Laerzio 


Mirco Mariucci

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