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domenica 20 dicembre 2015

Essere o avere? Il valore delle cose e degli esseri umani.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Camminando per una via affollata, ci si può facilmente accorgere di un fatto curioso:

molte persone indossano capi d'abbigliamento sostanzialmente identici.

Ripetendo l'esperimento a distanza di qualche mese, ancora una volta molti dei passanti vestiranno in modo del tutto simile.

Anche l'anno successivo avverrà la stessa identica cosa, sebbene gli indumenti non saranno più quelli dell'anno precedente, bensì dei modelli differenti.

Eppure è chiaro che la funzione di un paio di scarpe sia esattamente la stessa a distanza di un anno.

Nonostante questa evidenza lapalissiana, molti evitano d'indossare un capo d'abbigliamento comunemente utilizzato l'anno precedente e sono propensi ad acquistare dei nuovi modelli, per quanto i vecchi in loro possesso siano ancora in piena efficienza.

Di questi individui si dice che seguono la moda.

martedì 13 ottobre 2015

Il libero pensiero salverà l'umanità?


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

«Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene
presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica.
Solo la verità è rivoluzionaria». (Jean-François Brient)

Nonostante gli innegabili successi ottenuti in ambito scientifico-tecnologico e le centinaia di migliaia di saggi colmi di profonde riflessioni filosofiche, ciò che gli esseri umani sono complessivamente in grado di realizzare si palesa negli orrori dell'odierna società.

La specie che si reputa la più intelligente del regno animale, quella che ha addirittura la presunzione di autodefinirsi con toni rafforzativi Homo sapiens sapiens, manifesta un misto di egoismo, odio, ignoranza e stupidità, oltre a una chiara assenza di sensibilità, e con le proprie scelte comportamentali sta inscenando delle dinamiche che distruggeranno se stessa, non prima di aver causato ingiustizie e sofferenze a non finire.

Si pensi alla follia delle guerre combattute per conto di una élite dedita al profitto o agli attentati condotti in nome di un dio che non c'è; ai furti e agli omicidi, agli stupri e alla pedofilia, al razzismo e al classismo;

ma anche a un detestabile sfruttamento dell'uomo sull'uomo; a un lavoro che quando c'è o è precario o è totalizzante, e quindi non consente di vivere la vita in libertà e con serenità;

all'inquinamento che causa numerose malattie, oltre che essere concausa, assieme a un iper-consumo futile ed evitabile, di un progressivo allontanamento dalla sostenibilità ambientale;

alle inutili sofferenze riservate agli animali allevati e uccisi per cibarsi delle loro carni, nonostante non sia indispensabile ai fini di una dieta sana ed equilibrata.

per non parlare dell'avidità e dell'egoismo, in un mondo dove una minoranza ha accumulato così tanto in eccesso da non sapere neanche cosa farsene della propria ricchezza, mentre migliaia di persone ogni giorno soffrono e muoiono per cause connesse alla povertà.

venerdì 27 marzo 2015

L'incredibile messaggio per gli esseri umani che pensano di essere liberi.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Siamo fermamente convinti di avere la libertà d'espressione, di stampa e di culto, il libero mercato, le frontiere libere, la libertà di poter scegliere il percorso di studio preferito e di cercare, o inventare, liberamente il nostro lavoro.

La parola libertà riecheggia quotidianamente nelle case dei lavoratori assopiti davanti alla Tv, insinuandosi perfino nelle menti malinformate di chi legge gli articoli scritti dai pennivendoli asserviti al potere.

Ma che strano: perché tutta questa necessità di rimarcare il concetto di libertà?

Se vivessimo realmente in condizioni di libertà che bisogno ci sarebbe di sottolinearlo continuamente?

Siamo davvero così liberi come ci dicono o forse ci stiamo soltanto illudendo di esserlo?

Per cercare di rispondere a queste domande, vorrei raccontarvi la storia di un normale essere umano che visse per tutta la vita credendo di essere libero.

Una storia che riguarda da vicino un po' tutti noi...

giovedì 26 marzo 2015

Il falso mito della crescita.


«I beni superflui rendono superflua la vita». 
                                      (Pier Paolo Pasolini)

La crescita è diventata un imperativo categorico dell'odierna politica economia. Ma è veramente ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani? 

A dispetto delle più ferme convinzioni, la crescita "tout court" rappresenta un obbligo che non è scevro da pesanti conseguenze, sia per quanto riguarda il tempo ed i nostri ritmi di vita, che per tutto ciò che concerne la sostenibilità e l'inquinamento ambientale.

Con questo piccolo saggio intendo smentire il mito della crescita, cercando di mostrare i limiti del modello economico attuale che è condannato a crescere per non fallire.

domenica 1 marzo 2015

Qual è il senso della vita?



Il filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe osserva che «ogni nuova generazione chiede: qual è il senso della vita?» ma «una via più efficace di porre la questione potrebbe essere: perché l'uomo abbisogna di un senso della vita?»

Si potrebbe rispondere con le parole di Seneca, perché «la vita, senza una meta, è vagabondaggio», trovandosi in accordo sia con il pensiero del mistico indiano Inayat Khan, che proclama «beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza», che con quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, quando afferma che «è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante».

Eppure, così facendo avremmo soltanto trovato un modo astuto per fuggire dall'interrogativo iniziale, ovvero: qual è il senso della vita? 

giovedì 29 gennaio 2015

L'ipocrisia del culto dei morti all'interno di una società che non rispetta neanche i vivi


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Ci sono due punti fissi che accomunano tutti gli esseri viventi: il primo è la nascita, che si colloca nelle prime fasi dell'esistenza, ed il secondo è la morte, posta a conclusione della parabola della vita. 

Possiamo affermare di essere polvere di stelle che ha acquisito la consapevolezza della propria esistenza per mezzo di un'azione sintropica, anche se questa stupefacente capacità durerà solamente per un lasso di tempo limitato, ovvero fin quando la ribellione al disordine che consente la vita cesserà a causa dei colpi letali sferrati dal secondo principio della termodinamica. 

Con la morte perderemo la consapevolezza della nostra esistenza tornando ed essere polvere di stelle, ma l'informazione della nostra esistenza continuerà a propagarsi, e il nostro ricordo vivrà, perlomeno fin quando altri esseri umani avranno memoria delle nostre gesta o del nostro pensiero.
  
Quando gli artisti creano opere d'arte, i pensatori scrivono libri ed i matematici dimostrano teoremi, è come se ambissero all'immortalità per mezzo del ricordo degli esseri umani che avranno modo di vivere sulla Terra.

Il concetto di morte non è soltanto una spinta creativa esercitata in virtù della conquista di un surrogato dell'immortalità terrena, ma è anche dolore e sofferenza per chi sopravvive alla perdita dei propri cari.

In ogni società si sono sviluppate forme di culto relative alle persone che non ci sono più.

Noi occidentali le immaginiamo ancora vive, in un certo senso, in una sorta di paradiso metafisico ed illusorio.

I sentimenti di affetto e amore che contraddistinguono gli esseri umani, uniti alla paura di sparire nel nulla, contribuiscono alla manifestazione di questo fenomeno sociale. 

Siamo abituati fin da piccoli a partecipare ai riti funebri organizzati dagli stregoni della Chiesa Cattolica e dedichiamo un giorno all'anno, il 2 novembre, alla commemorazione dei defunti.

Eppure ci ricordiamo veramente del valore del tempo della vita solo quando esso svanisce; riconosciamo l'importanza del rispetto della morte, ma tendiamo ad ignorare il rispetto della vita.

venerdì 16 gennaio 2015

Il terrorismo non si combatte con la forza, ma con il benessere e la cultura.



Mercoledì 7 gennaio 2015 due individui armati di kalašnikov sono riusciti ad entrare nella sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo e hanno aperto il fuoco al grido di "Allahu Akbar" ("Allah è grande / Allah è il più grande"). 

Nell'azione hanno perso la vita 12 persone, tra le quali Stéphane Charbonnier (Charb), direttore e disegnatore del Charlie Hebdo, ed il noto economista Bernard Maris, professore all'Università di Parigi nonché consigliere generale della Banque de France. 

La Francia è scossa: si tratta del più grave attentato terroristico avvenuto sul territorio nazionale dal 1961. Solidarietà e condanne non tardano ad arrivare, sia da parte del popolo, che dai principali esponenti di organizzazioni e partiti politici; a livello mondiale il grido comune è: «je suis charlie». 

Ben presto il dramma si trasforma in una ghiotta occasione per il potere: immancabilmente i mass media sfruttano l'evento per aumentare lo share, attuando tutte le strategie necessarie per ottenere il “nobile” obiettivo di formare l'opinione pubblica. 

Noti personaggi iniziano a parlare di una guerra condotta da parte dell'Islam nei confronti dell'Europa; alcuni arrivano ad affermare che si tratta dell'inizio della terza guerra mondiale. L'Islam estremista deve essere fermato prima che sia troppo tardi; le misure di sicurezza devono essere aumentate per la salvaguardia della libertà, s'intenda! 

Ma qual è la verità sull'attentato? Difficile a dirsi, i mass media da sempre diffondono la versione che fa comodo al potere, quella che in seguito diverrà la verità ufficiale, ma che raramente coincide con la realtà. Possiamo comunque effettuare alcune riflessioni.

lunedì 22 dicembre 2014

Il fallimento di una vita normale


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Siete appena tornati a casa dopo una lunga giornata di lavoro. La vostra macchina è in garage. Fuori sta piovendo. Vi sentite stanchi. Cenate e vi rilassate sul divano davanti alla Tv.

Terminate così la vostra routine quotidiana addormentandovi nel giro di qualche minuto.

Appartenete a quei "fortunati" che hanno ancora un lavoro. Avete una casa, ma anche un mutuo. L'attività che svolgete è totalizzante e non vi lascia tempo per vivere.

In questo modo, però, potete permettervi di pagare le tasse, le rate, qualche capo d'abbigliamento alla moda e di concedervi una vacanza comandata nei periodi di ferie.

Impiegate il vostro scarso tempo libero per uscire nei centri commerciali, nei bar o per cenare nei ristoranti.

Probabilmente credete in Dio e nel fatto che il libero mercato implichi la libertà dell'essere umano.

Perfetto: avete una vita normale.

Avete mai riflettuto sul concetto di normalità? Che cosa significa essere "normali"? Perché le persone vivono secondo una certa tipologia di normalità e non un'altra?

Siete realmente voi che state scegliendo come spendere il vostro prezioso tempo? Ha senso vivere in questo modo? Rende felici gli esseri umani?

mercoledì 19 novembre 2014

Il profitto è il cancro della nostra società.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Chiunque, in tutta onestà, tentasse d'individuare le principali cause delle distorsioni della nostra società, non potrebbe evitare di considerare le deleterie logiche di profitto.

Alcuni affermano che le azioni di un insieme d'individui in competizione che agiscono l'uno contro l'altro, mossi da un egoistico obiettivo d'arricchimento personale, contribuiscano al raggiungimento del benessere dell'intera umanità. 

Ma di fronte all'evidenza empirica questa affermazione si è rivelata essere tremendamente falsa.

lunedì 20 ottobre 2014

Che tipo di futuro abbiamo in mente per l'umanità?


Sono trascorsi circa 4 miliardi di anni da quanto la vita è comparsa per la prima volta sul pianeta Terra. La storia dell'evoluzione umana inizia da una popolazione di primati stanziatisi nel Rift africano, non più di alcuni milioni di anni fa. Da allora l'intelligenza della nostra specie è aumentata sensibilmente, permettendoci di comprendere le leggi della fisica che regolano l'universo e di esercitare il dominio sugli altri animali. Ma cosa ne abbiamo fatto delle nostre straordinarie capacità?

giovedì 16 ottobre 2014

L'esigenza di restituire il giusto valore al tempo della vita


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Ogni essere vivente possiede una certa quantità di un bene scarso per eccellenza, che potremmo senza alcun dubbio annoverare tra i più preziosi in assoluto.

Si tratta di una dimensione in grado di contrarsi e dilatarsi, ma che pur sempre resterà finita per ogni essere umano.

Potremmo anche cercare d'intenderla come una variabile fondamentale per la nostra percezione della realtà, che può scorrere via veloce ma che può anche rallentare.

Si può spendere, ma non si può acquistare, ed è sempre accompagnata da un'intrinseca incertezza sulla sua futura disponibilità: si tratta del tempo della vita.

Alcuni affermano che il tempo sia denaro, eppure io non riesco a togliermi dalla mente che prima di tutto per un essere umano il tempo significhi vivere.

martedì 7 ottobre 2014

Le spiacevoli conseguenze delle società basate sul merito.




Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Premessa: all'interno di questo articolo con il termine "meritocrazia" s'intende la tendenza a premiare, nel mondo del lavoro, chi si distingue per impegno e capacità nei confronti degli altri, ai quali viene negato, in una certa misura, il diritto di ricevere un reddito dignitoso a causa delle proprie "scarse" capacità.

L'attuale sistema cerca in tutti i modi d'inculcarci nella mente l'idea che premiare economicamente il merito rappresenti un'azione giusta e doverosa.

Più una persona è in gamba e riesce a primeggiare, più gli deve essere riconosciuto un compenso elevato.

Bisogna impegnarsi per essere i migliori, i più produttivi, i più forti, per assicurarsi condizioni di ricchezza maggiori, contando sulla possibilità di vedersi riconosciuto il merito.

Meritocrazia, è questo il mantra dell'odierna società.

Ma in quanti si sono fermati a riflettere sulle conseguenze di questa scelta sociale?

Il sistema meritocratico è veramente utile per raggiungere il benessere di tutti gli esseri umani?

lunedì 15 settembre 2014

Qual è lo scopo della nostra società?


La necessità di un piano per l'umanità.


Nel nostro strano Mondo, viene concesso ad una minoranza di personaggi, noti con il termine di capitalisti, di detenere capitali e mezzi di produzione.

Avvalendosi del fatto che gli esseri umani hanno dei bisogni da soddisfare, naturali o indotti che siano, questi individui realizzano strutture dove producono beni e forniscono servizi mediante la collaborazione forzosa dei propri simili ad essi subordinati, facilmente ottenuta grazie alla potente azione coercitiva d'un ricatto socio-economico.

Il capitalista decide cosa, come e quanto produrre sulla base del mercato, inseguendo l'onda più alta nell'oceano delle possibilità di remunerazione.

Il sistema che ne scaturisce non è organizzato per soddisfare le reali esigenze di tutti gli esseri umani, perché il vero scopo dell'agire è ricavare profitto.

Così facendo, però, se sfamare o curare i poveri non dovesse rivelarsi remunerativo, i poveri moriranno a causa della fame e delle malattie; se produrre sigarette è più redditizio di costruire scuole e strutture sanitarie nei paesi del terzo mondo, i capitalisti preferiranno investire per produrre sigarette; se commercializzare cibo spazzatura permette di realizzare un maggior profitto, la qualità alimentare sarà sacrificata e gli esseri umani si nutriranno in modo dannoso per il loro organismo, con la gran gioia delle multinazionali che potranno vendere un maggior numero di medicinali.

Le distorsioni derivanti da questo approccio appaiono già del tutto evidenti.