domenica 30 settembre 2018

La disoccupazione reale è almeno il doppio rispetto a quella ufficiale!


Disoccupati, inattivi e scoraggiati

In molti non sanno che il tasso di disoccupazione ufficialmente dichiarato è ampiamente sottostimato, perché la definizione utilizzata per fini statistici non rispecchia affatto quel genere di disoccupato che ciascun individuo ha in mente.

Si consideri che per risultare “occupati” è sufficiente aver compiuto una sola ora di lavoro nella settimana di riferimento in cui avviene l'indagine statistica, in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura.  

Inoltre, vengono considerati “occupati” anche tutti quegli individui che prestano almeno un’ora di servizio non retribuito nella ditta di un familiare con cui collaborano abitualmente. 

Ovviamente, sono considerati occupati anche i lavoratori assenti dal lavoro, ad esempio, per ferie o malattia. Un po' meno intuitivamente, risultano occupati anche quegli individui che, pur non lavorando, continuano a percepire almeno il 50% della loro precedente retribuzione (si pensi pure ai cassaintegrati).

Definire “occupato” un soggetto che lavora soltanto qualche ora nella settimana di riferimento dell'indagine statistica è una scelta alquanto discutibile, che però è assai utile ai governi per gonfiare i dati sull'occupazione. 

Ma i trucchi sintattici e semantici per mentire con le statistiche non finiscono qui...

sabato 29 settembre 2018

La schiavitù non è mai stata eliminata: oggi si chiama “lavoro”.


Coordinare le attività creative e produttive dell'umanità per fare in modo che remino nella direzione del benessere collettivo, e non dell'autodistruzione, è già di per sé una questione complessa.

Secondo voi, una specie composta da individui che dedicano così tante energie ad uccidere, danneggiare, distruggere, depredare, sfruttare e arrecare sofferenza a se stessi, agli altri esseri viventi e alla natura, come può aver organizzato il mondo del lavoro?

Nel peggiore dei modi possibili, ovviamente!

Non serve molto per rendersi conto che l’attuale organizzazione del lavoro, oltre ad inseguire dei fini distorti, che non è esagerato definire deleteri, sia caratterizzata da inefficienze ed ingiustizie, che danno luogo a situazioni drammatiche, grottesche e talvolta paradossali.

La mentalità laburista che vede il lavoro come valore in sé, a prescindere dall'analisi degli effetti e dalla reale utilità delle attività lavorative svolte, è tipica della modernità e prosegue disgraziatamente ancora oggi, nella fase storica in cui grazie a delle automazioni sempre più versatili la produttività sta crescendo a dismisura e si potrebbe liberare quasi completamente l'umanità dall'obbligo di lavorare, pur garantendo a tutti i membri della società delle elevate condizioni di benessere materiale.

Si pone così un grande problema sociale, perché se il fine perseguito dal mondo del lavoro è nocivo (ed in effetti oggi lo è), l'accrescimento della produttività, lungi dall'essere un aspetto positivo, finisce per trasformarsi in un catalizzatore del disastro, il cui effetto diviene quello di accelerare il già avanzato processo di declino dell'umanità: quando un treno in corsa si sta dirigendo verso la rovina, non è segno d'intelligenza esultare perché gli ingegneri sono riusciti ad incrementare i cavalli della locomotiva. Bisognerebbe tirare il freno, invece di continuare a premere sull'acceleratore.

domenica 23 settembre 2018

L'eclatante follia di una società che spreca il 20% del PIL mondiale in: guerre, fumo, alcol, droga e obesità.


Il fumo

Nonostante le campagne di sensibilizzazione, ed in piena consapevolezza che il fumo uccida, nel mondo si contano più di un miliardo di fumatori che consumano 15 miliardi di sigarette al giorno. 

Da un punto di vista statistico, i fumatori vivono in media 10 anni in meno rispetto a chi non fuma, senza considerare la qualità della loro vita, perché un conto è vivere facendo sport e un altro è non riuscire nemmeno a fare le scale senza avere il fiato corto. 

Dall'inizio del 1900 ad oggi, il numero di sigarette consumate è passato da circa 50 miliardi a 6.000 miliardi all'anno. 

Il tabacco è responsabile di un numero di vittime maggiore di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. 

Attualmente, il fumo è concausa della morte di ben 6-7 milioni di persone all'anno nel mondo, 650 mila in Europa e 80 mila in Italia. Ma a detta del ministro della salute “il problema” dell'Italia è l'epidemia di morbillo, che nel 2017 ha causato 4 morti.

È stato stimato che nel ventesimo secolo per colpa del fumo siano morte circa 100 milioni di persone e che, se questo vizio continuerà ad essere alimentato, entro la fine del secolo in corso ucciderà circa un miliardo di persone: nemmeno le guerre sono state in grado di arrivare a tanto (almeno non fino ad oggi).

Fin quando non abbandoneremo la logica del profitto l'umanità non riuscirà a liberarsi dalle malattie


Incidenza delle malattie


Quando si ha a che fare con la malattia, le domande più importanti da porsi sono quelle che guardano alle cause, e non agli effetti.

Ad esempio, in ambito sociologico, bisognerebbe chiedersi: come mai gli esseri umani sono così profondamente malati, sia nel corpo che nello spirito? 

Per quale motivo al progredire della conoscenza scientifica e dello sviluppo tecnologico le società più “avanzate” producono un maggior numero di malati?

La sanità italiana è ancora tra le migliori al mondo, ma bisogna parlarne male per privatizzarla meglio


Spese sanitarie

Se c'è una cosa che mi ripugna di più del realizzar profitto sfruttando altri esseri umani, è il far profitto sulle disgrazie dei malati. E che profitto!

Nel 2017, il fatturato mondiale delle industrie farmaceutiche superava i 1.100 miliardi di dollari, con un andamento in forte crescita (circa il 5% annuo), tanto che si prevede che Big Pharma raggiungerà i 1.300 miliardi di fatturato entro il 2020.

Nel 2016, le aziende farmaceutiche nella top 10 mondiale hanno avuto una quota di mercato di circa il 40% del totale, realizzando i seguenti introiti: Pfizer 52,8 mld di dollari; Roche 39,5 mld; Sanofi 35,9 mld; Merck & Co. 35,1 mld; Johnson & Johnson 33,5 mld; Novartis 32,6 mld; Gilead 30 mld; AbbVie 25,6 mld; Asta Zeneca 23 mld e Amgen 23 mld.

Nel suo piccolo, l'industria farmaceutica italiana fattura 30 miliardi di euro all'anno, di cui ben 12 vanno alle 10 aziende più grandi. Tra esse spiccano nelle prime posizioni: Menarini 3,5 mld; Chiesi 1,6 mld; Bracco 1,36 mld; Recordati 1,2 mld e Alfasigma 1 mld.

Com'è facilmente intuibile, con i fatturati, anche la spesa mondiale sanitaria destinata a medicine, strumenti bio-medicali, strutture e stipendi per il personale medico, non solo è aumentata ma lo sta ancora facendo accelerando il passo: +4,1% nel periodo 2017-2021, rispetto al +1,3% del 2012-2016. 

Se nel 2015 la spesa sanitaria mondiale era di poco superiore all'incredibile cifra di 7.000 miliardi di dollari, entro il 2020 sfonderà quota 8.700 miliardi, mentre si prevede che nel 2040 raggiungerà la cifra monstre di 18.000 miliardi di dollari!

lunedì 17 settembre 2018

La causa delle migrazioni di massa è lo smisurato consumismo dell'Occidente



Approfondimento sul fenomeno delle migrazioni


Il fenomeno delle migrazioni


Com'è ben noto, la guerra non genera soltanto morte, sofferenza, sprechi, inquinamento, distruzione e profitti, ma alimenta anche un altro processo: quello delle migrazioni.

Si stima che, nel 2014, oltre 50 milioni di persone nel mondo risultassero rifugiate e sfollate, un numero equiparabile a quello che venne raggiunto 80 anni fa, durante la seconda guerra mondiale. 

Negli ultimi 5 anni, il dato è andato peggiorando progressivamente, segnando i livelli più alti di sempre: nel 2016, infatti, il numero di persone costrette a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, era pari a 65,6 milioni; nell'anno successivo se ne contavano 68,5 milioni.

Il solo conflitto in Siria ha prodotto 5,6 milioni di rifugiati che hanno lasciato il proprio Paese, a cui, per completezza, andrebbero sommati altri 6,5 milioni di sfollati interni. 

Com'è facile intuire, le migrazioni si verificano quando si presentano delle forti pressioni che spingono gli individui a fuggire: nessuno lascerebbe la propria terra natia se vi fossero condizioni di pace, libertà e prosperità.

Con un po' di riflessione, si arriva a comprendere che le motivazioni che inducono ad emigrare possono essere sostanzialmente ricondotte entro 3 categorie: clima, guerra e povertà. Ma come mostrerò più avanti, ciascuna di queste classi è intimamente legata ad una causa comune: lo smisurato consumismo dell'Occidente.

domenica 16 settembre 2018

Mettete dei fiori nei vostri cannoni


Approfondimento sull'industria della guerra

L'industria della guerra

Se per caso qualcuno avesse l'impressione di vivere in un mondo pacifico, sappia che si sta sbagliando di grosso: attualmente, soltanto 10 nazioni in tutto il mondo non sono coinvolte, direttamente o indirettamente, in una guerra. 

Il numero degli Stati all'interno dei quali si stanno svolgendo dei conflitti armati è pari a 67, con un totale di 784 tra milizie, guerriglieri e gruppi terroristici o separatisti coinvolti. 

Nel 2014, l'Heidelberg Institute for International Conflicts Research ha contato ben 424 conflitti nel mondo, di cui 20 erano vere e proprie guerre.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, che costò la vita a più di 50 milioni d'individui, sono morti altri 25 milioni di esseri umani a causa delle guerre.  

Dal 2011 al 2014, il numero dei conflitti in corso nel mondo è cresciuto del 9,3% e con essi la media dei decessi per cause belliche è passata da 21.000 a 38.000 morti l'anno.

Ammetto di aver citato questo dato relativo alla morte per cause belliche perché, stranamente, è l'unico che sono riuscito a trovare in rete, anche se è palese che si tratti di una quantità decisamente sottostimata rispetto alla realtà fattuale. 

Se infatti si considerano le sole morti dovute ai conflitti siriani, senza includere nel conteggio nessun decesso avvenuto nelle altre ostilità, già si raggiunge un quantitativo superiore alle 500.000 unità distribuite in 7 anni, con una media superiore ai 71.000 morti l'anno.

Nel 2016, a livello globale, il costo complessivo dovuto ai conflitti, alla violenza e alle loro conseguenze, è stato di circa 14.300 miliardi di dollari, corrispondenti al 13% del PIL mondiale. E poi vengono a dirvi che “non ci sono i soldi” per risolvere i veri problemi dell'umanità (senza dimenticare che i soldi sono virtualmente infiniti, perché si creano dal nulla e a costo zero). 

giovedì 13 settembre 2018

Il passaggio all'agricoltura e all'allevamento fu l'inizio del declino della civiltà



Analisi dell'andamento del coefficiente di Gini e delle condizioni sociali al verificarsi della transizione verso l'agricoltura e l'allevamento.

L'indice di Gini

Il coefficiente di Gini è uno degli indicatori sintetici più utilizzati per misurare la disuguaglianza economica.

Si tratta di un indice che può assumere valori reali compresi tra 0 e 1 (estremi inclusi) e che può essere così interpretato: più il coefficiente si avvicina ad 1 e più la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi individui o, se preferite, maggiore è la disuguaglianza sociale. 

Un indice di Gini pari a 0 caratterizza una società totalmente egualitaria in cui la ricchezza è perfettamente equidistribuita; all'opposto, quando l'indice è pari a 1, si verifica una situazione in cui la ricchezza della società in esame è interamente concentra nelle mani di un solo individuo.

Il coefficiente di Gini può riferirsi sia alla ricchezza che ai redditi.

I cacciatori-raccoglitori

Da un punto di vista storico, l'organizzazione sociale più egualitaria che sia mai esistita è quella adottata dai cacciatori-raccoglitori, la quale, stando alla storia ufficiale, rappresentava anche l'unica tipologia di società, fin quando non iniziarono a diffondersi l'agricoltura e la pastorizia circa 10.000 anni fa.

Siccome l'Homo Sapiens era presente sulla Terra già 200.000 anni fa, ne deduciamo che la specie umana ha vissuto in società egualitarie non stratificate, in cui la cooperazione e la condivisione dei beni erano la norma, per più di 190.000 anni, vale a dire per almeno il 95% della sua storia. 

martedì 11 settembre 2018

La verità è che se i ricchi non fossero ricchi, non esisterebbe più la povertà.


Approfondimento sulla distribuzione della ricchezza in Italia e nel mondo.

Se mi chiedessero d'individuare un indicatore tra tutti per far comprendere l'enorme ingiustizia che caratterizza l'odierna società, risponderei al seguente modo: osservate com'è distribuita la ricchezza economica. 

Stando ai resoconti rilasciati dall'organizzazione no profit Oxfam, attualmente, un piccolo gruppo formato da 42 persone detiene tanta ricchezza netta quanta ne possiede, nel suo complesso, la metà più povera della popolazione mondiale.

In tal senso, la somma delle disponibilità economiche di 3,7 miliardi di esseri umani equivale a quella posseduta da 42 singoli individui.

Ma il dato più eclatante è stato raggiunto nel 2016, quando il numero dei super-ricchi, con una ricchezza netta equivalente a quella del 50% più povero della popolazione mondiale, era pari a 8 persone. 

Se ciò non dovesse bastare, si potrebbe dare uno sguardo alla situazione patrimoniale, scoprendo che l'1% dei più abbienti detiene più ricchezza del restante 99% dell'umanità.

Qualcuno potrebbe pensare che l'attuale livello di disuguaglianza sociale, pur essendo molto elevato, sia ben inferiore rispetto a quello che caratterizzava le civiltà del passato. Ma le cose non stanno affatto così.

domenica 12 agosto 2018

100 Poesie per l'Umanità: dottrine economiche


Dottrine economiche

Ignora la limitatezza.
Ignora l'inquinamento.
Ignora la sostenibilità.
Ignora la biodiversità.
Ignora la sofferenza.
Ignora la schiavitù.
Ignora la libertà.
Ignora la salute.
Ignora la felicità.

La chiamano ''scienza'', l'economia,
ma è soltanto l'ennesima religione.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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100 Poesie per l'Umanità: sulle classi sociali


Sulle classi sociali

Né servi, né signori.

Né sfruttati, né sfruttatori.

Né capitalisti, né lavoratori.

Soltanto esseri umani,
che cooperano spontaneamente
per realizzare benessere e felicità.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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100 Poesie per l'Umanità: il carcere della mente


Il carcere della mente

Lavorare in un'azienda
è peggio di stare in galera.

Molti pensatori hanno composto
opere grandiose rinchiusi in una cella,
ma nessun lavoratore 
oberato dalle scartoffie di un ufficio
o travolto dal ritmo infernale
di una catena di montaggio

ha mai scritto nulla
che avesse il benché minimo valore.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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venerdì 3 agosto 2018

Abbiamo esaurito le risorse della Terra, ma guai ad abbandonare il consumismo!


Come ormai accade puntualmente sin dal 1970, abbiamo nuovamente esaurito con largo anticipo le risorse che la Terra è in grado di rigenerare nel corso dell'anno corrente.

Nonostante gli accorati appelli di scienziati ed ecologisti, l'earth overshoot day (il giorno del debito ecologico) si è verificato il primo di agosto: mai così presto, da quando l'umanità ha oltrepassato per la prima volta il limite che sancisce la sostenibilità.

E mentre la torrida estate distrugge i raccolti nel Nord Europa e il riscaldamento globale fa strage di animali con la complicità dell'inquinamento, Apple entra nel Guinnes dei primati toccando quota 1.000 miliardi di capitalizzazione, come a voler sottolineare tutta la follia dell'odierna società, che non si cura affatto delle cose fondamentali per dare un'enorme importanza all'inessenziale.

Forse l'umanità riuscirà a comprendere cosa intendo, soltanto quando a forza di sprecare tempo, risorse, energia e lavoro per produrre e consumare cose inutili e dannose in quantità crescenti e a ritmi sempre più elevati, finirà per compromettere l'ecosistema a tal punto da non riuscire più a disporre di aria, acqua e cibo a sufficienza per assicurare la sua sopravvivenza.

Ci stiamo già ammalando a causa dei veleni che abbiamo immesso nell'ambiente e che ormai respiriamo, beviamo e mangiamo ogni singolo giorno, ma la sofferenza dovuta alla malattia evidentemente non è ancora sufficiente per far risvegliare le coscienze assopite.

Tutto ciò impone una seria riflessione, perché è del tutto evidente che se non si sceglierà di far decrescere il sistema economico in modo intelligente, abbandonando ogni sorta di consumo superfluo, in breve tempo l'ecosistema collasserà.

A quel punto l'economia decrescerà lo stesso, che lo si voglia o no, ma invece di farlo in modo controllato, precipiterà, facendo morire di stenti miliardi di esseri viventi: umani inclusi.

Che cosa propongono i lungimiranti economisti per risolvere la situazione? Di far crescere ulteriormente l'economia: si tratta di un'ottima soluzione, se lo scopo è quello di accelerare il declino dell'intera umanità.

Com'è noto dall'esperienza, le vere soluzioni ai problemi della società non arrivano dall'alto, per risolvere sul serio le criticità c'è bisogno di cambiamenti individuali. 

Ma che cos'è disposto a fare in prima persona l'essere umano medio per evitare la catastrofe? Nulla.

Chi può permetterselo economicamente, non ha alcuna intenzione di abbandonare la moda e il consumismo, non vuole cambiare alimentazione, non si preoccupa di ridurre l'utilizzo della sua automobile e non si degna neanche di rinunciare ai vizi più malsani;

d'altro canto, chi non può permetterselo, nel suo intimo sogna ardentemente di poter fare altrettanto di chi invece può, e non appena la sua ricchezza si accresce, ecco che inizia ad iper-consumare, se non altro per celebrare la propria ascesa sociale.

Le soluzioni sono ben note, ma non c'è la volontà di attuarle. E allora: buona sesta estinzione di massa a tutti! Non c'è salvezza per chi s'è messo in testa di voler morire.

Se l'umanità non sceglie di orientarsi alla vita, non resta altro che sperare che dalle ceneri di questa (in)civiltà fiorisca una Nuova Umanità.

Mirco Mariucci  

Fonti:

lunedì 30 luglio 2018

100 Poesie per l'Umanità: rivoluzione interiore


Rivoluzione interiore

Ognuno per sé, pensavano,
accecati dal profitto.

E così fu distopia.

Ciascuno per gli altri, agivano,
illuminati dall'amore.

E così fu utopia.

Mirco Mariucci

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mercoledì 25 luglio 2018

100 Poesie per l'Umanità: la routine del lavoro


La routine del lavoro

For a=25 to 70 step 1
  For m=1 to 12 step 1
    For s=1 to 4 step 1
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Riposo.
    Next s
  Next m
Next a

Mirco Mariucci

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100 Poesie per l'Umanità: Gabbie invisibili


Gabbie invisibili

La fede, il dogma, la religione.


Il pregiudizio, l'ignoranza, la certezza.


I confini, la cittadinanza, le leggi.


Il denaro, i debiti, l'economia.


La scuola, il matrimonio, il lavoro.


Le prigioni più efficaci

non sono fatte di metallo.

Mirco Mariucci

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giovedì 7 giugno 2018

La questione ecologica sarà la più grande sfida del XXI secolo


Approfondimento sulle tematiche ecologiche legate
all'ambiente, all'energia ed al settore dei trasporti.

Demografia

Ogni società è composta da un insieme di individui che interagiscono all'interno di un ambiente.

Ad oggi, la società degli esseri umani è formata da 7,6 miliardi di persone che popolano un pianeta del sistema solare chiamato Terra.

L'umanità ha impiegato decine di migliaia di anni per raggiungere, nel 1800, una popolazione composta da 1 miliardo di individui. 

Da quel momento, però, ha avuto luogo un'esplosione demografica riassunta nella seguente progressione: nel 1927 sono stati raggiunti i 2 miliardi di esseri umani; nel 1974 la popolazione è raddoppiata toccando i 4 miliardi d'individui; stando alle previsioni, nel 2023 la popolazione mondiale raddoppierà ancora raggiungendo gli 8 miliardi di persone, per poi passare a 8,6 miliardi nel 2030, 9,8 miliardi nel 2050 ed infine 11 miliardi nel 2100.

Nel periodo 2010-2013, l'aspettativa di vita media a livello globale per gli uomini è stata pari a 68,5 anni, mentre per le donne è stata di 73,5 anni, con un valor medio, calcolato considerando entrambi i sessi, di 71 anni; entro il 2050, l'aspettativa di vita media globale crescerà fino a raggiungere i 76,2 anni. 

domenica 25 marzo 2018

A cosa serve votare in una dittatura mascherata da democrazia?


È incredibile quanta importanza diano gli esseri umani a delle questioni insignificanti e quanto invece ignorino le cose fondamentali.

Pensate: la maggior parte delle persone è convinta di poter cambiare le proprie condizioni esistenziali tracciando una “X” su di un pezzo di carta una volta ogni 5 anni, per poi tornare a condurre esattamente la stessa identica vita che faceva prima delle votazioni, senza modificare una sola virgola nelle proprie azioni.

Eppure, è cambiando il modo di agire nella quotidianità che si può migliorare sia la propria esistenza che quella degli altri. Ma votare è fondamentale, invece modificare i propri comportamenti no: questo è quanto il Potere vorrebbe farvi credere.

Ma che senso ha votare in una dittatura mascherata da democrazia?

Prima di rispondere a questa domanda, ci sono un paio di punti che intendo discutere, per cercare di far comprendere, a chi non ne fosse consapevole, una parte dell'inganno che caratterizza l'odierna società.

sabato 17 febbraio 2018

Quale futuro per un'umanità dormiente che rischia l'estinzione?


A volte sono persuaso dall'idea che politici ed economisti stiano spendendo tutte le loro energie per inscenare il primo, e forse ultimo, tentativo di suicidio collettivo dell'umanità. 

Ma forse c'è un'altra spiegazione per la scelleratezza delle odierne politiche economiche.

Gli esseri umani popolano un pianeta di dimensioni finite, con una disponibilità di risorse limitata. 

L'impatto antropico dovuto alle loro attività è così elevato da spingere oltre 15.000 scienziati a firmare un accorato appello nel quale s'invita l'umanità ad invertire la rotta, prima che sia troppo tardi. Ma come se niente fosse, gli “esperti” esultano perché per il 2018 si prevede una crescita del PIL mondiale pari al 4%. 

Io sinceramente mi chiedo che cosa ci sia da festeggiare. 

La temperatura globale aumenta, gli animali si stanno estinguendo, l’inquinamento peggiora e con esso aumenta l’incidenza delle malattie, nel mentre, gli economisti celebrano la crescita dell’economia, pur sapendo che ciò comporterà un maggior inquinamento, un ulteriore incremento delle malattie ed una minore sostenibilità. 

Che si continui pure a correre sempre più veloci proseguendo su questa strada, ma prima o poi ci si scontrerà con le conseguenze della propria stupidità. E l'impatto sarà violento, perché si dovranno pagare gli effetti cumulati in anni ed anni di abusi ecologici.

Affinché questo scenario non si verifichi, ho deciso di dare un piccolo contributo, cercando di guardare al futuro di un'umanità di dormienti che sembrerebbe preferire l'estinzione al risveglio. 

A tal fine, analizzerò in modo qualitativo cosa potrebbe accadere qualora gli Stati continuassero testardamente a far crescere le loro economie, ignorando la finitezza della Terra.

venerdì 2 febbraio 2018

Dalla censura al controllo globale: come il potere sta trasformando la rete per schiavizzare l'umanità.


«Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. […] In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone. […] Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese». Cit. Edward Bernays, uno dei primi spin doctor della storia, considerato fra le cento figure più influenti del XX secolo.


Negli ultimi tempi è in corso una moderna caccia alle streghe: quella relativa alle fake-news.

Ma la verità è ben altra: con il pretesto di voler combattere la diffusione di notizie “false”, il Potere si sta organizzando per mettere in atto un potente meccanismo di controllo sociale. E la strategia prevede anche l'introduzione di una nuova forma di censura.

Quando parlo di “censura” la intendo nel senso più ampio del termine: ostacolare la pubblicazione e la diffusione di un libro, vietare ad una persona di parlare liberamente in una rete televisiva o impedire ad un utente di Facebook di diffondere contenuti, arrivando, nei casi più estremi, a chiudere la sua pagina o il suo account, sono tutte delle forme di censura. 

Anche diminuire appositamente la visibilità di alcune informazioni presenti sul web è una forma di censura, ed è proprio ciò che sta accadendo sulla rete, lasciando intendere che sia giusto che qualcuno selezioni i contenuti a cui dare o togliere visibilità, perché gli utenti non sono in grado di distinguere autonomamente il vero dal falso.

E quindi, siccome per il Potere gli “utenti” sono un po' “utonti”, tanto vale introdurre la censura (per il loro bene, s'intende!), invece di concedergli la possibilità di accedere alle informazioni liberamente... che assurdità!

Ma a chi giova la censura?

sabato 20 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: punti di vista

Punti di vista

L'umanità ha perso di vista
le cose fondamentali, l'essenziale.

Che cos'è davvero importante?

Il lavoro? La carriera?
La ricchezza? La fama?
Il successo? Il potere?

Niente di tutto questo:
gli alberi sono importanti.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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sabato 13 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: sulla legge

Sulla legge

Se gli esseri umani
si amassero veramente
gli uni con gli altri, 
ed amassero sinceramente
gli animali e la natura,
ogni altra legge
sarebbe pressoché 
inessenziale.

La legge dell'amore
è l'unica legge
fondamentale.

Mirco Mariucci

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venerdì 12 gennaio 2018

Utopia Razionale: alla scoperta del sistema socio-economico degli abitanti dell'Antiterra

Esposizione dei tratti essenziali di un nuovo paradigma socio-economico-culturale concepito per risolvere le principali criticità dell'odierna società. 

Introduzione

Nel corso delle mie riflessioni in ambito sociologico ho compreso, con grande chiarezza, che le numerose distorsioni presenti nell’odierna società non possono essere risolte continuando ad agire all’interno del paradigma corrente, perché è proprio da esso che sono causate.

Parafrasando il premio Nobel per la fisica Albert Einstein, si può sostenere che non è possibile risolvere un problema utilizzando il medesimo livello di pensiero che è stato impiegato per generarlo.

Tutto ciò, ricondotto all'ambito della sociologia, significa che bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere che gli odierni problemi sociali sono intrinsechi al paradigma che si sta adottando.

Le criticità che ottenebrano le esistenze dell'umanità non sono un male incurabile, bensì una conseguenza di ciò che gli esseri umani hanno posto a fondamento del loro agire.

Ne consegue, che per risolvere i problemi della società bisogna rimettere in discussione gli assunti di base dell'attuale modello socio-economico-culturale. 

In verità, si tratta d'indurre un tale incremento del livello di coscienza da consentire l'attuazione di un cambiamento di paradigma in senso rivoluzionariovolendo usare una terminologia cara al filosofo della scienza Thomas Kuhn.

Per questo motivo, nelle pagine che seguono, ho cercato di delineare, nei suoi tratti essenziali, il funzionamento di una società ideale appositamente concepita per porre rimedio alle eclatanti distorsioni causate dall'attuale concezione del mondo.

domenica 7 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: l'Utopia


L'Utopia

È una società ideale
concepita a misura d'essere umano.

È una meta ardita
illuminata dalla ragione
nelle notti buie della storia.

È una musa
per l'intera umanità.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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giovedì 4 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: prigionia

Prigionia


Segregati nelle stanze,
costretti ai lavori forzati.

Trattati come fossero oggetti,
invece di esseri umani.

Umiliati, vessati, insignificanti,
cercano invano di fuggire.

Ogni tanto gli concedono
un breve permesso,
per assaporare la libertà.

Non sono i carcerati,
ma i moderni schiavi salariati
al servizio del Capitale.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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