lunedì 16 febbraio 2015

L'intolleranza dei credenti nei confronti dell'ateismo.


Si parla tanto di libertà d'espressione e di pensiero ma purtroppo temo che oggigiorno si tratti soltanto di una mera illusione.

Da quando ho iniziato a scrivere articoli sul mio blog ho ricevuto insulti, minacce e censure a causa del mio argomentare semiserio a proposito di un essere immaginario di nome Dio e della relativa religione, quella cattolica, proprio da coloro che invocano per primi la tolleranza: i credenti.

Ci sono norme e vincoli morali che tutelano le religioni e le varie forme di culto; ci viene detto che bisogna rispettare i credenti e la loro fede, ma poi, di fatto, la più accanita forma d'intolleranza avviene nei confronti dell'ateismo, una posizione che, nella sua forma più nobile, non è altro che la logica e naturale conseguenza del libero pensiero.

Ci viene imposto di rispettare la sensibilità religiosa dei credenti, ma le assurdità dei credenti urtano la sensibilità degli atei. Perché bisognerebbe tutelare i primi e non i secondi?

La vera questione è che nell'odierna società ci sono dei gruppi di potere che diffondono delle presunte verità per perpetrare i loro fini. Smontare quelle verità, significa andare contro il potere.

E quando ciò accade, il potere cerca in ogni modo di tutelare se stesso: da qui la censura, nelle sue varie forme.

La libertà d'espressione è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, nonché dalla Costituzione italiana, ma quando a esprimersi è un ateo, tutto ciò non è più vero e scattano le censure.

Non che negli altri ambiti la situazione sia migliore.

Non appena ho iniziato a diffondere i miei scritti riguardanti la società riuniti nella raccolta intitolata l'illusione della libertà, sono stato più volte sospeso per 30 giorni da Facebook.

Evidentemente, diffondere idee originali per la realizzazione di una società a misura d'essere umano è una pratica incompatibile con un sistema sociale capitalistico il cui scopo è di mantenere in schiavitù l'umanità, assicurando potere e ricchezza ad una élite di sfruttatori parassitari.

Per quanto riguarda la religione, invece, un mio post sull'(in)esistenza di Dio e di tutte le altre divinità, mi è costato la sospensione dell'account di Google+ per 15 giorni, nonché la minaccia di chiusura definitiva se fossi stato segnalato nuovamente. 

Quando ho diffuso l'articolo di Odifreddi sull'(in)esistenza di Gesù, apriti cielo! Insulti e critiche da tutte le parti. Nei gruppi Facebook sui quali ho condiviso il link sono arrivati centinaia e centinaia di "commenti", ai quali non ho potuto far altro che evitare di rispondere.

Proprio ieri, il moderatore di un gruppo sul quale posto regolarmente da mesi ha cancellato un mio articolo ritenuto "offensivo" per i credenti, perché ho osato chiamare (ironicamente) stregoni i preti, affermando che non si doveva barattare la certezza della vita con l'illusione del paradiso, sottolineando l'ipocrisia di una società che pratica il culto dei morti senza rispettare neanche i vivi

Scusate, ma se preti, vescovi e papi si vestono con delle tuniche degne di un negromante, un cappello da mago ed un bastone da sciamano, e quindi assomigliano agli stregoni, non sono forse libero di sottolinearlo ironicamente?

Se Odifreddi riporta fonti e argomentazioni a supporto della tesi "Gesù è un mito e non un personaggio storico", qual è il problema?

Continuate a far finta di niente come avete sempre fatto, leggete la Bibbia e andate in chiesa a pregare, se siete convinti che così starete meglio.

Scrivo da razionalista argomentando in modo logico, nei limiti delle mie conoscenze, delle mie capacità e della mia umana fallibilità, mi dispiace molto ma non ci posso far niente se il ragionamento razionale conduce su posizioni contrarie rispetto a quello che un credente vorrebbe sentirsi dire per vivere sereno e spensierato la sua esistenza. 

Fatemi capire: il vostro Dio ci ha donato la razionalità che ci porta a pensare che lui non esiste e voi ve la prendete con me? Chiedete chiarimenti a Dio, no? Ammesso che vi risponda...

A ben pensare, poi, il fatto che la ragione sia superiore alla fede è un fatto talmente banale che dovrebbe essere chiaro anche ad un credente.

Del resto, se Dio è il creatore di tutto allora è stato Dio che ha donato agli esseri umani la ragione; ne consegue, che ogni qual volta la ragione contrasta con le verità di fede, ci dev'essere per forza un errore nelle rivelazioni, a meno che Dio non sia sadico e si diverta ad indurre le sue creature in confusione per mezzo di una qualità che egli stesso ha deciso di donargli.

Utopia Razionale è il blog di un libero pensatore, ed il libero pensiero si avvale della logica e dell'atteggiamento scettico-razionale, che (purtroppo per chi crede) conducono su posizioni di ateismo. 

Se siete convinti del contrario ripercorrete i vostri ragionamenti e probabilmente troverete almeno una fallacia logica. Se così non fosse, smentite i miei argomenti con la forza della ragione e non con gli inganni della fede.

Il problema è che chi crede, nella stragrande maggioranza dei casi, non conosce neanche i rudimenti della logica e non adotta un pensiero scettico-razionale, perché se li padroneggiasse ad avesse un simile atteggiamento non potrebbe diventare un credente di alcuna religione.

Quando chiesero a Bertrand Russell perché non fosse cristiano, il celebre filosofo e logico rispose:

«Perché non trovo qual si voglia prova per alcuno dei dogmi cristiani, ho esaminato tutti gli argomenti in favore dell'esistenza di Dio e nessuno di questi mi è parso logicamente valido». 

Ancora oggi la stessa posizione sussiste in modo ancor più evidente per il cattolicesimo, nonché per qualsiasi altra religione del presente e del passato.

La fede richiede l'accettazione incondizionata delle verità dogmatiche di presunta origine divina senza prove e a dispetto delle evidenze contrarie, spacciando l'atteggiamento fideistico come un vanto o un "dono" di Dio, quando invece è un modo di porsi del tutto stupido e controproducente.

Ritengo che chi afferma di aver usato la logica e la razionalità per arrivare alla fede abbia commesso qualche errore nei suoi ragionamenti; tipicamente, i credenti più razionali abbandonano improvvisamente l'uso della logica e della razionalità non appena si sconfina nell'ambito delle presunte Verità della propria religione.

In tal caso, si ha un diffuso fenomeno di "mente a compartimenti stagni", da me più e più volte riscontrato dialogando con i credenti.

Per questi individui, la logica la razionalità ed i metodi della scienza, sono leciti, validi e vengono applicati correttamente da essi stessi in prima persona, fin quando le conseguenze di quest'approccio non contrastano con i propri convincimenti personali, frutto dell'indottrinamento religioso.  

Per essere un credente bisogna avere la presunzione, l'arroganza e l'ignoranza necessarie per sostenere di sapere cose che attualmente nessuno sa. Una posizione che nessun libero pensatore si sognerebbe mai di adottare.

Se non sappiamo spiegare l'origine dell'universo, convincersi che l'abbia creato un essere metafisico inventato ad hoc, rappresenta una magra consolazione che, per quanto uno possa convincersi del contrario, non spiega comunque l'origine dell'universo (sempre ammesso che l'universo abbia un origine).

Quello che chiamiamo "Dio" è un inganno orchestrato da una élite di potere, un parto della mente del quale chi crede si convince illudendosi della sua esistenza, non prima di aver ricevuto un pesante condizionamento socio-culturale, nonché intense sessioni d'indottrinamento subite fin dalla tenera età, proprio quando la mente è più malleabile.

È ora di finirla una volta per tutte anche con questa storia ridicola che scienza e religione sono compatibili, non esiste proprio!

Scienza e religione sono una l'antitesi dell'altra, sostengono posizioni e metodi in netta contrapposizione che risultano del tutto incompatibili, per quanto i credenti cerchino di salvare il salvabile affermando il contrario, avvalendosi di giustificazioni lacunose e senza senso.

La religione necessita di fede acritica, che per definizione significa ripudio del pensiero critico, al fine di accettare in modo incondizionato i dogmi “a prescindere da”, una posizione totalmente inconciliabile con quella di uno scienziato degno di questo nome e men che meno con quella di un libero pensatore.

La scienza richiede la forma mentis scettico-razionale mentre la religione quella acritico-fideistica. Il credente è immune alle evidenze contrarie, lo scienziato no.

Chi indaga la realtà con metodo logico-razionale avvalendosi di esperienze ripetibili, come può improvvisamente accettare per fede verità a proposito di cose che nessuno conosce?

Chi sposa la causa della scienza non può che ripudiare quella della religione. 

La scienza si basa su fatti e prove, la religione no.

Uno scienziato che si dice anche credente sta altresì affermando di rinnegare i metodi della scienza, seppur in un particolare ambito.

Lo scienziato-credente accetta i metodi della scienza fintanto che non cozzano con i dogmi della religione che gli è stata inculcata e che non è minimamente disposto a rimettere in discussione.

Ciò dimostra una eclatante incoerenza di fondo, che forse può essere spiegata con la psicologia: non si può essere logici e razionali dal lunedì al sabato ed illogici ed irrazionali la domenica.

Un uomo di scienza che afferma di credere in Dio non è uno scienziato ma un ossimoro che cammina!

Il logico Odifreddi ci ricorda che:

La Scienza è geneticamente incompatibile con il dogmatismo e l’imposizione di verità precostituite, e non a caso la Chiesa Cattolica l’ha avversata fin dalla sua nascita.

Mentre il biologo evoluzionista Dawkins precisa che:

La Scienza è una disciplina d'investigazione e di dubbi costruttivi, che ricerca con la logica, prove e ragioni per elaborare delle conclusioni. La fede esige la sospensione totale delle facoltà critiche. La Scienza procede con ipotesi, idee e modelli tentando di confutarli. Uno scienziato fa sempre delle domande rimane scettico. La religione trasforma credenze non provate in verità inconfutabili, con il potere delle istituzioni e con il passare del tempo. 

Quando alcuni affermano che religione e scienza devono restare separate perché si occupano di ambiti diversi, lo fanno perché temono che la scienza possa smentire definitivamente le menzogne della religione, ponendo fine alle istituzioni che la sfruttano per legittimare ed ottenere il potere.

A causa delle conquiste scientifiche, infatti, Dio viene confinato in un dominio sempre più piccolo e sempre più lontano.

La religione sopravvive solo in un ambiente pregno d'ignoranza, che abiura l'uso della razionalità e dei metodi della scienza.

Quando la scienza e i suoi metodi verranno compresi dalla massa, la religione svanirà insieme ai suoi futili esseri metafisici e a tutte quelle nutrite schiere di stregoni che vivono in modo parassitario.

Concludo con un aforisma di Christopher Hitchens, che non posso non condividere:

«Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé».

Mirco Mariucci

1 commento:

  1. La vicenda di Abelardo ed Eloisa da filosofico net. Abelardo, rispose che sfogliando il libro sarebbe stata trovata l'autorità, e aprendo il libro per puro caso trovò subito la frase che cercava, quella di s. Agostino (in De Trinitate) secondo la quale: << Dio non aveva potuto creare se stesso e coloro che lo pensano sbagliano, perché nessuna creatura né materiale né spirituale può farlo >>. http://www.filosofico.net/abelarrrdeloisa.htm

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