lunedì 17 settembre 2018

La causa delle migrazioni di massa è lo smisurato consumismo dell'Occidente



Approfondimento sul fenomeno delle migrazioni


Com'è ben noto, la guerra non genera soltanto morte, sofferenza, sprechi, inquinamento, distruzione e profitti, ma alimenta anche un altro processo: quello delle migrazioni.

Si stima che, nel 2014, oltre 50 milioni di persone nel mondo risultassero rifugiate e sfollate, un numero che venne raggiunto 70 anni fa, durante la seconda guerra mondiale. 

Negli ultimi 5 anni, il dato è andato peggiorando progressivamente, segnando i livelli più alti di sempre: nel 2016, infatti, il numero di persone costrette a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni, era pari a 65,6 milioni; nell'anno successivo se ne contavano 68,5 milioni.

Il solo conflitto in Siria ha prodotto 5,6 milioni di rifugiati che hanno lasciato il proprio Paese, a cui, per completezza, andrebbero sommati altri 6,5 milioni di sfollati interni. 

Com'è facile intuire, le migrazioni si verificano quando si presentano delle forti pressioni che spingono a fuggire: nessuno lascerebbe la propria terra natia se vi fossero condizioni di pace, libertà e prosperità.

Con un po' di riflessione, si arriva a comprendere che le motivazioni che inducono ad emigrare possono essere sostanzialmente ricondotte entro 3 categorie: clima, guerra e povertà. Ma come mostrerò più avanti, ciascuna di queste categorie è intimamente legata ad una causa comune: lo smisurato consumismo dell'Occidente.

domenica 16 settembre 2018

Mettete dei fiori nei vostri cannoni


Approfondimento sull'industria della guerra

Se per caso qualcuno ha l'impressione di vivere in un mondo pacifico, sappia che si sta sbagliando di grosso: attualmente, soltanto 10 nazioni in tutto il mondo non sono coinvolte, direttamente o indirettamente, in una guerra. 

Il numero degli Stati all'interno dei quali si stanno svolgendo dei conflitti armati è pari a 67, con un totale di 784 tra milizie, guerriglieri e gruppi terroristici o separatisti coinvolti. 

Nel 2014, l'Heidelberg Institute for International Conflicts Research ha contato ben 424 conflitti nel mondo, di cui 20 erano vere e proprie guerre.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, che costò la vita a più di 50 milioni d'individui, sono morti altri 25 milioni di esseri umani a causa delle guerre.  

Dal 2011 al 2014, il numero dei conflitti in corso nel mondo è cresciuto del 9,3% e con essi la media dei decessi per cause belliche è passata da 21.000 a 38.000 morti l'anno.

Ammetto di aver citato questo dato relativo alla morte per cause belliche perché, stranamente, è l'unico che sono riuscito a trovare in rete, anche se è palese che si tratti di una quantità decisamente sottostimata rispetto alla realtà fattuale. 

Se infatti si considerano le sole morti dovute ai conflitti siriani, senza includere nel conteggio nessun decesso dovuto alle altre ostilità, già si raggiunge un quantitativo superiore alle 500.000 unità distribuite in 7 anni, con una media superiore ai 71.000 morti l'anno.

Nel 2016, a livello globale, il costo complessivo dovuto ai conflitti, alla violenza e alle loro conseguenze, è stato di circa 14.300 miliardi di dollari, corrispondenti al 13% del PIL mondiale. E poi vengono a dirci che “non ci sono i soldi” per risolvere i veri problemi dell'umanità (senza dimenticare che i soldi si creano dal nulla e a costo zero). 

Se l'umanità oggi è così povera, è perché la società riflette la miseria interiore dei suoi abitanti: ciò che vediamo all'esterno non è altro che la proiezione di ciò che abbiamo all'interno. E siccome siamo morti dentro, non riusciamo a far altro che provocare morte anche al di fuori di noi. 

La verità è che se la smettessimo di orientarci alla morte e, invece di causare distruzione e sofferenza, ci orientassimo alla vita, irrorando la Terra d'amore, ben presto scopriremmo di disporre di una ricchezza così grande da colmare l'intero universo. Ma purtroppo così non è.

giovedì 13 settembre 2018

Il passaggio all'agricoltura e all'allevamento fu l'inizio del declino della nostra civiltà



Analisi dell'andamento del coefficiente di Gini e delle condizioni sociali al verificarsi della transizione verso l'agricoltura e l'allevamento.

Il coefficiente di Gini è uno degli indicatori sintetici più utilizzati per misurare la disuguaglianza economica.

Si tratta di un indice che può assumere valori reali compresi tra 0 e 1 (estremi inclusi) e che può essere così interpretato: più il coefficiente si avvicina ad 1 e più la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi individui o, se preferite, maggiore è la disuguaglianza sociale. 

Un indice di Gini pari a 0 caratterizza una società totalmente egualitaria in cui la ricchezza è perfettamente equi-distribuita; all'opposto, quando l'indice è pari a 1, si verifica una situazione in cui la ricchezza della società in esame è interamente concentra nelle mani di un solo individuo.

Il coefficiente di Gini può riferirsi sia alla ricchezza che ai redditi.

Da un punto di vista storico, l'organizzazione sociale più egualitaria che sia mai esistita è quella adottata dai cacciatori-raccoglitori, la quale, di fatto, rappresentava anche l'unica tipologia di società presente sulla Terra, fin quando non iniziarono a diffondersi l'agricoltura e la pastorizia circa 10.000 anni fa.

Siccome l'Homo Sapiens era presente sulla Terra già 200.000 anni fa, ne deduciamo che la nostra specie ha vissuto in società egualitarie non stratificate, in cui la cooperazione e la condivisione dei beni erano la norma, per più di 190.000 anni, vale a dire per almeno il 95% della nostra Storia. 

martedì 11 settembre 2018

La verità è che se i ricchi non fossero ricchi, non esisterebbe più la povertà.


Approfondimento sulla distribuzione della ricchezza in Italia e nel mondo.

Se mi chiedessero d'individuare un indicatore su tutti per far comprendere l'enorme ingiustizia che caratterizza l'odierna società, risponderei al seguente modo: osservate com'è distribuita la ricchezza economica. 

Stando ai resoconti rilasciati dall'organizzazione no profit Oxfam, attualmente, un piccolo gruppo formato da 42 persone detiene tanta ricchezza netta quanta ne possiede, nel suo complesso, la metà più povera della popolazione mondiale.

In tal senso, la somma delle disponibilità economiche di 3,7 miliardi di esseri umani equivale a quella posseduta da 42 singoli individui.

Ma il dato più eclatante è stato raggiunto nel 2016, quando il numero dei super-ricchi, con una ricchezza netta equivalente a quella del 50% più povero della popolazione mondiale, era pari a 8 persone. 

Se ciò non dovesse bastare, si può dare uno sguardo alla situazione patrimoniale, scoprendo che l'1% dei più abbienti detiene più ricchezza del restante 99% dell'umanità.

Qualcuno potrebbe pensare che l'attuale livello di disuguaglianza sociale, pur essendo molto elevato, sia ben inferiore a quello dei nostri antenati. Ma le cose non stanno affatto così.

domenica 12 agosto 2018

100 Poesie per l'Umanità: dottrine economiche


Dottrine economiche

Ignora la limitatezza.
Ignora l'inquinamento.
Ignora la sostenibilità.
Ignora la biodiversità.
Ignora la sofferenza.
Ignora la schiavitù.
Ignora la libertà.
Ignora la salute.
Ignora la felicità.

La chiamano ''scienza'', l'economia,
ma è soltanto l'ennesima religione.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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100 Poesie per l'Umanità: sulle classi sociali


Sulle classi sociali

Né servi, né signori.

Né sfruttati, né sfruttatori.

Né capitalisti, né lavoratori.

Soltanto esseri umani,
che cooperano spontaneamente
per realizzare benessere e felicità.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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100 Poesie per l'Umanità: il carcere della mente


Il carcere della mente

Lavorare in un'azienda
è peggio di stare in galera.

Molti pensatori hanno composto
opere grandiose rinchiusi in una cella,
ma nessun lavoratore 
oberato dalle scartoffie di un ufficio
o travolto dal ritmo infernale
di una catena di montaggio

ha mai scritto nulla
che avesse il benché minimo valore.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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venerdì 3 agosto 2018

Abbiamo esaurito le risorse della Terra, ma guai ad abbandonare il consumismo!


Come ormai accade puntualmente sin dal 1970, abbiamo nuovamente esaurito con largo anticipo le risorse che la Terra è in grado di rigenerare nel corso dell'anno corrente.

Nonostante gli accorati appelli di scienziati ed ecologisti, l'earth overshoot day (il giorno del debito ecologico) si è verificato il primo di agosto: mai così presto, da quando l'umanità ha oltrepassato per la prima volta il limite che sancisce la sostenibilità.

E mentre la torrida estate distrugge i raccolti nel Nord Europa e il riscaldamento globale fa strage di animali con la complicità dell'inquinamento, Apple entra nel Guinnes dei primati toccando quota 1.000 miliardi di capitalizzazione, come a voler sottolineare tutta la follia dell'odierna società, che non si cura affatto delle cose fondamentali per dare un'enorme importanza all'inessenziale.

Forse l'umanità riuscirà a comprendere cosa intendo, soltanto quando a forza di sprecare tempo, risorse, energia e lavoro per produrre e consumare cose inutili e dannose in quantità crescenti e a ritmi sempre più elevati, finirà per compromettere l'ecosistema a tal punto da non riuscire più a disporre di aria, acqua e cibo a sufficienza per assicurare la sua sopravvivenza.

Ci stiamo già ammalando a causa dei veleni che abbiamo immesso nell'ambiente e che ormai respiriamo, beviamo e mangiamo ogni singolo giorno, ma la sofferenza dovuta alla malattia evidentemente non è ancora sufficiente per far risvegliare le coscienze assopite.

Tutto ciò impone una seria riflessione, perché è del tutto evidente che se non si sceglierà di far decrescere il sistema economico in modo intelligente, abbandonando ogni sorta di consumo superfluo, in breve tempo l'ecosistema collasserà.

A quel punto l'economia decrescerà lo stesso, che lo si voglia o no, ma invece di farlo in modo controllato, precipiterà, facendo morire di stenti miliardi di esseri viventi: umani inclusi.

Che cosa propongono i lungimiranti economisti per risolvere la situazione? Di far crescere ulteriormente l'economia: si tratta di un'ottima soluzione, se lo scopo è quello di accelerare il declino dell'intera umanità.

Com'è noto dall'esperienza, le vere soluzioni ai problemi della società non arrivano dall'alto, per risolvere sul serio le criticità c'è bisogno di cambiamenti individuali. 

Ma che cos'è disposto a fare in prima persona l'essere umano medio per evitare la catastrofe? Nulla.

Chi può permetterselo economicamente, non ha alcuna intenzione di abbandonare la moda e il consumismo, non vuole cambiare alimentazione, non si preoccupa di ridurre l'utilizzo della sua automobile e non si degna neanche di rinunciare ai vizi più malsani;

d'altro canto, chi non può permetterselo, nel suo intimo sogna ardentemente di poter fare altrettanto di chi invece può, e non appena la sua ricchezza si accresce, ecco che inizia ad iper-consumare, se non altro per celebrare la propria ascesa sociale.

Le soluzioni sono ben note, ma non c'è la volontà di attuarle. E allora: buona sesta estinzione di massa a tutti! Non c'è salvezza per chi s'è messo in testa di voler morire.

Se l'umanità non sceglie di orientarsi alla vita, non resta altro che sperare che dalle ceneri di questa (in)civiltà fiorisca una Nuova Umanità.

Mirco Mariucci  

Fonti:

lunedì 30 luglio 2018

100 Poesie per l'Umanità: rivoluzione interiore


Rivoluzione interiore

Ognuno per sé, pensavano,
accecati dal profitto.

E così fu distopia.

Ciascuno per gli altri, agivano,
illuminati dall'amore.

E così fu utopia.

Mirco Mariucci

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mercoledì 25 luglio 2018

100 Poesie per l'Umanità: la routine del lavoro


La routine del lavoro

For a=25 to 70 step 1
  For m=1 to 12 step 1
    For s=1 to 4 step 1
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Sveglia, lavoro, dormire;
      Riposo.
    Next s
  Next m
Next a

Mirco Mariucci

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100 Poesie per l'Umanità: Gabbie invisibili


Gabbie invisibili

La fede, il dogma, la religione.


Il pregiudizio, l'ignoranza, la certezza.


I confini, la cittadinanza, le leggi.


Il denaro, i debiti, l'economia.


La scuola, il matrimonio, il lavoro.


Le prigioni più efficaci

non sono fatte di metallo.

Mirco Mariucci

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giovedì 7 giugno 2018

La questione ecologica sarà la più grande sfida del XXI secolo


Approfondimento sulle tematiche ecologiche legate
all'ambiente, all'energia ed al settore dei trasporti.

Introduzione

A mio avviso, chi sceglie di dedicarsi alla sociologia dovrebbe occuparsi di analizzare e comprendere la società, al fine d'individuare e risolvere gli eventuali problemi che la caratterizzano.

Del resto, se i sociologi si limitassero soltanto a descrivere la realtà sociale senza avanzare delle soluzioni, la loro impresa sarebbe pressoché inutile.

Incidentalmente, ciò che comunemente s'intende per società è caratterizzato da una complessità intrinseca assai elevata.

Così, quando si tenta di fornire delle valide soluzioni nell'ambito della sociologia, un approccio monodisciplinare è condannato al fallimento già in partenza: le tesi di un economista rischiano d'ignorare gli aspetti fisici e/o quelli psicologici; le proposte di un politico possono risultare eticamente discutibili e/o ecologicamente insostenibili... e così via.

Se tali soluzioni venissero comunque attuate, risolverebbero una criticità causandone delle altre, le cui conseguenze potrebbero addirittura essere più gravi del “male” che ci si prefiggeva di combattere.

Questo è ciò che accade quando si perde di vista la visione d'insieme e si dà credito ad individui che si sono altamente specializzati in un solo settore del sapere. 

Ne consegue che, se si vuol concepire qualcosa di significativo in sociologia, l'unica speranza risiede nel remare contro corrente rispetto all'odierna tendenza, adottando un approccio multidisciplinare.

Già da questa breve premessa, s'intuisce che quello di migliorare la società sia un obiettivo gravoso ma irrinunciabile.

Sin dal principio, ho sostenuto che l'intento dei miei scritti in ambito sociologico consistesse nel favorire il passaggio dall'odierna Distopia Capitalistica ad una Nuova Società a misura d'essere umano.

Negli ultimi anni, però, ho compreso con estrema chiarezza che non può esistere una società a misura d'essere umano, senza che vi sia una società che si prenda cura, al tempo stesso, sia della natura che di ogni essere vivente. 

Al netto di questa piccola ma profonda rivisitazione, il mio obiettivo originario è rimasto pressoché immutato.

Affinché una simile transizione abbia luogo, è indispensabile che si acquisisca consapevolezza rispetto alla situazione in cui ci troviamo.

Ecco perché all'interno di questo saggio ho raccolto un'ampia collezione di dati e previsioni che, nel loro complesso, forniscono un quadro generale delle (disgraziate) condizioni in cui versa l'odierna società.

Invece di presentare un arido elenco di dati, ho deciso di esporre le informazioni che seguono in modo discorsivo, inserendo occasionalmente qualche riflessione, sperando così di aver reso più interessante la lettura di questi capitoli.

domenica 25 marzo 2018

A cosa serve votare in una dittatura mascherata da democrazia?


È incredibile quanta importanza dia il popolo a delle questioni insignificanti e quanto invece ignori le cose fondamentali.

Pensate: la maggior parte delle persone è convinta di poter cambiare le proprie condizioni esistenziali tracciando una “X” su di un pezzo di carta una volta ogni 5 anni, per poi tornare a condurre esattamente la stessa identica vita che faceva prima delle votazioni, senza modificare una sola virgola delle proprie azioni.

Eppure, è cambiando il proprio modo di agire nella quotidianità che si può migliorare sia la nostra esistenza che quella degli altri. Ma votare è fondamentale, ci dicono, invece modificare i propri comportamenti no!

O almeno, questo è quanto il potere vorrebbe farci credere... ma che senso ha votare in una dittatura mascherata da democrazia?

Prima di rispondere a questa domanda, ci sono un paio di punti preliminari che intendo discutere, per cercare di far comprendere a chi non ne fosse consapevole una parte dell'inganno in cui viviamo...

sabato 17 febbraio 2018

Quale futuro per un'umanità dormiente che rischia l'estinzione?


A volte sono persuaso dall'idea che politici ed economisti stiano spendendo tutte le loro energie per inscenare il primo, e forse ultimo, tentativo di suicidio collettivo dell'umanità. 

Ma forse c'è un'altra spiegazione per la scelleratezza delle odierne politiche economiche.

Popoliamo un pianeta di dimensioni finite, con una disponibilità di risorse limitata. 

L'impatto antropico dovuto alle nostre quotidiane attività è così elevato da spingere oltre 15.000 scienziati a firmare un accorato appello nel quale s'invita l'umanità ad invertire la rotta, prima che sia troppo tardi...

Ma come se niente fosse, gli “esperti” esultano perché per il 2018 si prevede una crescita dell'economia mondiale pari al 4%. Io sinceramente mi chiedo che cosa ci sia da festeggiare. 

La temperatura globale aumenta, gli animali si stanno estinguendo, l'inquinamento peggiora e noi celebriamo la crescita dell'economia, pur sapendo che ciò significherà maggiore inquinamento e minore sostenibilità. 

Continuiamo pure a correre sempre più veloci su questa strada, ma prima o poi ci scontreremo con le conseguenze della nostra stupidità. E l'impatto sarà violento, perché dovremo scontare gli effetti cumulati di anni ed anni di eccessi.

Affinché questo scenario non si verifichi, ho deciso di dare un piccolo contributo, cercando di guardare al futuro di un'umanità di dormienti, i quali sembrerebbero preferire l'estinzione al loro risveglio. 

A tal fine, analizzerò in modo qualitativo cosa potrebbe accadere all'umanità se gli Stati continueranno testardamente a far crescere le loro economie ignorando la finitezza della Terra.

venerdì 2 febbraio 2018

Dalla censura al controllo globale: come il potere sta trasformando la rete per schiavizzare l'umanità.


«Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. […] In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone. […] Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese». Cit. Edward Bernays, uno dei primi spin doctor della storia, considerato fra le cento figure più influenti del XX secolo.


Negli ultimi tempi, sulla rete, è in corso una moderna caccia alle streghe: quella relativa alle fake-news.

Ma la verità è ben altra: sfruttando il pretesto di voler combattere la diffusione di notizie “false”, il potere si sta organizzando per mettere in atto un potente meccanismo di controllo sociale. E la strategia prevede anche l'introduzione della “censura”. 

Quando parlo di “censura”, la intendo nel senso più ampio del termine: ostacolare la pubblicazione di un libro, vietare ad una persona di parlare liberamente in una rete televisiva o impedire al gestore di una pagina Facebook di diffondere liberamente contenuti, arrivando, nei casi più estremi, a chiudere la sua pagina, sono tutte delle palesi forme di censura. 

Ma anche diminuire appositamente la visibilità di alcune informazioni presenti sul web è una forma di censura, ed è proprio ciò che sta accadendo ultimamente sulla rete, lasciando intendere che sia giusto selezionare i contenuti a cui dare o togliere visibilità, perché gli utenti non sono in grado di distinguere autonomamente il vero dal falso. 

E quindi, siccome gli “utenti” sono un po' “utonti”, tanto vale introdurre la censura, invece di acculturare le masse lasciando loro la libertà di esprimersi... che assurdità! Ma a chi giova la censura?

sabato 20 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: punti di vista

Punti di vista

L'umanità ha perso di vista
le cose fondamentali, l'essenziale.

Che cos'è davvero importante?

Il lavoro? La carriera?
La ricchezza? La fama?
Il successo? Il potere?

Niente di tutto questo:
gli alberi sono importanti.

Mirco Mariucci

Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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sabato 13 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: sulla legge

Sulla legge

Se gli esseri umani
si amassero veramente
gli uni con gli altri, 
ed amassero sinceramente
gli animali e la natura,
ogni altra legge
sarebbe pressoché 
inessenziale.

La legge dell'amore
è l'unica legge
fondamentale.

Mirco Mariucci

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venerdì 12 gennaio 2018

Utopia Razionale: alla scoperta del sistema socio-economico degli abitanti dell'Antiterra

Esposizione dei tratti essenziali di un nuovo paradigma socio-economico-culturale concepito per risolvere le principali criticità dell'odierna società. 


Nel corso delle mie riflessioni in ambito sociologico, ho compreso con grande chiarezza che le numerose distorsioni riscontrabili nell'odierna società non possono essere risolte continuando ad agire all'interno del paradigma corrente, perché da esso stesso sono causate.

Parafrasando il premio Nobel per la fisica Albert Einstein, affermo che non è possibile risolvere un problema utilizzando il medesimo livello di pensiero che è stato impiegato per generarlo.

Tutto ciò, ricondotto all'ambito della sociologia, significa che bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere che gli odierni problemi sociali sono intrinsechi al modello che stiamo adottando. 

Le criticità che ottenebrano le nostre esistenze non sono un male incurabile e inevitabile, bensì una conseguenza di ciò che abbiamo posto a fondamento del nostro agire.

Ne consegue, che per risolvere i problemi della nostra società bisogna rimettere in discussione gli assunti di base dell'attuale modello socio-economico-culturale. 

In verità, si tratta d'indurre un tale incremento del livello di coscienza generale da consentire l'attuazione di un cambiamento di paradigma in senso rivoluzionariovolendo usare una terminologia cara al filosofo della scienza Thomas Kuhn.

Per questo motivo, nelle pagine che seguono, ho cercato di delineare nei suoi tratti essenziali un nuovo modello, appositamente concepito per eliminare le eclatanti distorsioni causate dall'attuale concezione del mondo.

domenica 7 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: l'Utopia


L'Utopia

È una società ideale
concepita a misura d'essere umano.

È una meta ardita
illuminata dalla ragione
nelle notti buie della storia.

È una musa
per l'intera umanità.

Mirco Mariucci

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giovedì 4 gennaio 2018

100 Poesie per l'Umanità: prigionia

Prigionia


Segregati nelle stanze,
costretti ai lavori forzati.

Trattati come fossero oggetti,
invece di esseri umani.

Umiliati, vessati, insignificanti,
cercano invano di fuggire.

Ogni tanto gli concedono
un breve permesso,
per assaporare la libertà.

Non sono i carcerati,
ma i moderni schiavi salariati
al servizio del Capitale.

Mirco Mariucci

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giovedì 28 dicembre 2017

Perché il Potere ce l'ha (a morte) con i vegani?

Analisi della scelta alimentare vegana e delle sue potenziali conseguenze sociali


All'interno di questo saggio, analizzerò i principali argomenti mossi dai vegani a sostegno della loro filosofia di vita, al fine di appurarne o contestarne la validità, con la forza della ragione ed in modo intellettualmente onesto.

domenica 24 dicembre 2017

Si scrive reddito di cittadinanza ma si legge reddito di schiavitù

Critica costruttiva al Reddito di Cittadinanza proposto dal M5S


In questo saggio, analizzerò pregi e difetti della principale proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle per combattere la disoccupazione in Italia: il reddito di cittadinanza.

Cominciamo subito spiegando di che cosa si stratta.

mercoledì 20 dicembre 2017

100 Poesie per l'Umanità: la schiavitù del lavoro


La schiavitù del lavoro

La schiavitù non è mai 
stata abolita dai potenti,
hanno soltanto cominciato
chiamarla ''lavoro'',
perché se avessero continuato
chiamarla schiavitù,
l'asservimento dell'umanità
sarebbe stato troppo evidente.

Mirco Mariucci

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100 Poesie per l'Umanità: la retorica del lavoro


La retorica del lavoro

Il lavoro è un diritto.

Il lavoro nobilita l'uomo.

Il lavoro rende liberi.

Quando i potenti
parlano di ''lavoro''
mentono sempre.

Il lavoro è un potente mezzo
per il controllo sociale.

Mirco Mariucci

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100 Poesie per l'Umanità: sull'occupazione


Sull'occupazione

Dicono i potenti di voler aumentare l'occupazione.

Ma il problema non è creare più occupazione,
è chiedersi perché 
gli esseri umani 
debbano sempre essere occupati,
invece di vivere la vita in libertà.

Mirco Mariucci


Tratto dalla raccolta 100 Poesie per l'Umanità, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

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