lunedì 22 dicembre 2014

Il fallimento di una vita normale


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Siete appena tornati a casa dopo una lunga giornata di lavoro. La vostra macchina è in garage. Fuori sta piovendo. Vi sentite stanchi. Cenate e vi rilassate sul divano davanti alla Tv.

Terminate così la vostra routine quotidiana addormentandovi nel giro di qualche minuto.

Appartenete a quei "fortunati" che hanno ancora un lavoro. Avete una casa, ma anche un mutuo. L'attività che svolgete è totalizzante e non vi lascia tempo per vivere.

In questo modo, però, potete permettervi di pagare le tasse, le rate, qualche capo d'abbigliamento alla moda e di concedervi una vacanza comandata nei periodi di ferie.

Impiegate il vostro scarso tempo libero per uscire nei centri commerciali, nei bar o per cenare nei ristoranti.

Probabilmente credete in Dio e nel fatto che il libero mercato implichi la libertà dell'essere umano.

Perfetto: avete una vita normale.

Avete mai riflettuto sul concetto di normalità? Che cosa significa essere "normali"? Perché le persone vivono secondo una certa tipologia di normalità e non un'altra?

Siete realmente voi che state scegliendo come spendere il vostro prezioso tempo? Ha senso vivere in questo modo? Rende felici gli esseri umani?

venerdì 19 dicembre 2014

L'indottrinamento è servito, in prima serata, a spese della collettività.



Quello che è successo nelle serate di lunedì 15 e martedì 16 dicembre 2014, ha a dir poco dell'incredibile.

La RAI questa volta ha veramente toccato il fondo del barile, dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio la totale connivenza tra politica, chiesa e capitale.

Evidentemente non bastavano i vergognosi spot propagandistici a stampo europeista.

Questa volta milioni di persone sono state indottrinate simultaneamente grazie ad un show televisivo fazioso, che ha sfruttato il potenziale attrattivo d'un noto personaggio italiano.

La possente operazione mediatica è stata messa in atto sperperando un quantitativo spropositato di denaro pubblico d'uno Stato che ha anche la sfacciataggine di definirsi laico.

Signori e signore, ecco che il sermone è servito, per la gloria di Dio e di tutta la sua Santa Chiesa, a spese della collettività!