Il sapere degli Antichi Greci è disponibile sia in formato cartaceo che digitale, anche in download gratuito.

martedì 28 ottobre 2014

Sull'(in)esistenza di Dio e di tutte le altre divinità.


Questo post nasce per rispondere alla seguente domanda:

«Come fai ad essere sicuro che non esista un'entità sovrannaturale che governi l'universo e che magari ci darà in un'altra dimensione una vita ultraterrena?»

Ringrazio il lettore del blog per l'ottimo spunto, che ho colto al volo per esporre alcune riflessioni sull'(in)esistenza di Dio e su quelle che potremmo chiamare teorie non falsificabili.

Iniziamo col domandarci che cos'è Dio? Un essere soprannaturale? Dio è amore? No, Dio al pari di ogni altra divinità, è un personaggio frutto dell'immaginario collettivo. Perché è corretto definire Dio in questo modo? E' molto semplice, qual è la nostra esperienza di Dio? All'interno della società ci sono alcuni individui che parlano assiduamente di lui come se esistesse realmente, abbiamo immagini che lo raffigurano, libri ritenuti sacri che si dice siano ispirati dalla Divinità e ci sono religioni fondate sulla sua figura mitologica. Eppure nessuna di queste manifestazioni ha la benché minima validità se utilizzata per avvalorarne l'esistenza. Più in generale possiamo affermare che non esistono proprio prove oggettive dell'esistenza di alcuna divinità, nemmeno mezza, tant'è che viene sempre esplicitamente richiesta la fede nella loro esistenza, che può soltanto essere presunta. 

D'altronde se esistesse anche solamente una prova oggettiva, verificabile e ripetibile dell'esistenza di una tra le numerose divinità millantate dai culti, le altre religioni, che non avrebbero a disposizione un base fondante oggettiva, perderebbero immediatamente di significato, tutti adorerebbero le/la divinità oggettivate dall'evidenza empirica e questa discussione non avrebbe alcuna utilità. A quel punto non si chiamerebbe più religione, ma scienza! Di fatto però, così non è! Ogni religione pretende invece di essere nel giusto, e al contempo che le proprie divinità esistano in modo aprioristico, non dimenticando di affermare che tutte le altre professioni sono in errore.

Dio è frutto dell'uomo. Alcune persone, senza alcun fondamento che abbia una validità oggettiva, si sono inventate e poi hanno contribuito con il loro operato a tramandare nel tempo delle religioni che parlano di una o più divinità, pretendendo che le persone credano fideisticamente nella loro esistenza. 

E per quale motivo, scusate? Allora, dal momento che non esiste un discrimine oggettivo in grado di stabilire la veridicità o la realtà dell'una rispetto all'altra, allo stesso modo dovremmo credere nell'esistenza di tutte le creature che sono frutto dell'immaginazione umana. Dal punto di vista logico, creature immaginarie non supportate da alcuna evidenza sono tutte equiparabili. Dio, Odino, Amon-ra, il Mostro degli Spaghetti Volanti, le Fatine dei boschi, Gnomi e Draghi sputafuoco restano innanzitutto personaggi della nostra fervida immaginazione, fino a prova contraria. 

Non c'è alternativa! Non può essere che Dio esiste fino a prova contraria, perché allora dovremmo affermare che anche Superman esiste fino a prova contraria, Amon-ra, Zeus ed in generale i mostri partoriti dalle menti dei bambini esistono tutti fino a prova contraria. Eppure non mi sembra ragionevole ritenere che l'universo pulluli di entità che spariscono innanzi alla dimostrazione della loro inesistenza! Nel mondo dell'immaginazione forse sì, ma non in quello della realtà. La stessa cosa si può dire per l'esistenza del paradiso: è un luogo immaginifico non accompagnato da alcuna evidenza della sua esistenza. 

A questo punto di solito la discussione prosegue affermando che non siamo in grado di falsificare l'esistenza del paradiso o di Dio. Ma ancora una volta l'osservazione mossa non implica l'esistenza né del paradiso, né di Dio anche perché, come piace sottolineare a Richard Dawkins, «non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l'inesistenza di niente». Di teorie non falsificabili ne esistono un'infinità, ma non per questo pensiamo che siano reali e non è neanche detto che lo siano. Il fatto che non si riesca a dimostrare l'esistenza di Dio, non significa che ha il 50% di probabilità di esistere e il 50% di non esistere. In assenza di prove Dio ha le stesse possibilità di esistere di Vishnu, Poseidone o Apollo la cui inesistenza è data per assodata da tutti i cristiani. Chi crede in Dio è stranamente ateo nei confronti di tutte le divinità ad esclusione della propria. Eppure è ragionevole pensare che le possibilità che esistano simili parti dalla nostra immaginazione, siano prossime allo zero per ciascuno di essi.

Ad esempio potremmo affermare che i bagni siano popolati da mostri terribili che hanno la proprietà di sparire quando vengono osservati, e che sono talmente educati da riordinare la stanza esattamente come l'avevamo lasciata l'ultima volta, senza lasciare alcuna traccia. La teoria è coerente e nessuno ha la più pallida idea di come poterla falsificare. Quando non vengono osservati i bagni delle nostre abitazioni potrebbero effettivamente pullulare di mostri. Ma è del tutto evidente che non è così, perché me lo sono appena inventato e non esiste alcuna prova che la mia immaginazione possa alterare la realtà generando mostri reali. Se scrivessi un testo sacro che narra le gesta dei mostri dei bagni, non riuscirei comunque ad aumentare le possibilità della loro esistenza, che resterebbero del tutto invariate anche se istituissi una nuova religione dei mostri del bagno, con tanto d'una nutrita schiera di stregoni che girovagano per il mondo a predicare la fede nella loro esistenza. Il tutto resterebbe ancora una volta immutato, anche se a forza d'indottrinamento un miliardo di persone aderisse alla mia nuova religione.

Accade esattamente la stessa cosa con Dio. Non abbiamo l'assoluta certezza che Dio non esista, ma è ragionevole pensare che la probabilità della sua esistenza sia praticamente nulla. La teoria religiosa che afferma l'esistenza di Dio è inconsistente, così come ogni altra teoria non falsificabile non supportata da alcuna prova oggettiva, come quella dei mostri del bagno appena descritta.

Razionalmente parlando la posizione corretta da assumere non è credere nell'inesistenza di Dio in modo dogmatico e aprioristico, ma è quella che viene definita Ateismo di fatto, che di solito amo riassumere sinteticamente in questo modo: 

«non possiamo dimostrare con assoluta certezza l'inesistenza di Dio, così come non possiamo farlo per qualsiasi altro personaggio dell'immaginario collettivo (fatine dei boschi, Spiderman e Invisibile Unicorno Rosa inclusi) ma possiamo ritenere che sia altamente improbabile che Dio esista, e quindi vivere tranquillamente esattamente come se non esistesse, così come fa qualunque cristiano praticante, che non può avere la certezza assoluta dell'inesistenza di Amon-Ra ma pensa lo stesso che non esista e vive tranquillamente come se non esistesse, essendo anch'egli ateo de facto nei confronti di Amon-Ra e di qualsiasi altro personaggio dell'immaginario collettivo ad esclusione del suo amico immaginario: Dio».

Ovviamente ognuno è libero di credere in quello che vuole, a patto che la sua fede non interferisca con l'esistenza degli altri esseri umani. Se un individuo vuole vivere la sua vita avendo fede nei mostri del bagno non c'è alcun problema, fin quando per impedire che si manifestino, istituisca una religione che predica di distruggere tutte le toilet del mondo. Un'azione folle, sebbene sia coerente teologicamente parlando.

Dal momento che non possiamo essere sicuri dell'esistenza di Dio o di qualsiasi altro personaggio immaginario, fondare una teologia e una relativa religione esercitando il potere sugli esseri umani, affermando di avere la Verità assoluta, è una pratica che dovrebbe essere evitata, perché non ha ragione d'essere e rischia di diventare molto pericolosa. La Chiesa Cattolica è proprio questo che sta facendo ormai da 2000 anni, legittimando una struttura di potere, che interferisce con l'esistenza di miliardi di persone, basandosi su d'una ben poco probabile teoria non falsificabile, della quale non siamo assolutamente sicuri della sua veridicità. Il serio rischio è che l'assunto iniziale sia falso, e dal momento che ex falso sequitur quodlibet (ossia: "dal falso segue una qualsiasi cosa scelta a piacere"), le conseguenze potrebbero avere una ancor più dubbia validità.

Concludo con un noto aforisma di Mark Twain il quale sosteneva che: «il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è».

8 commenti:

  1. La tua è una bella analisi razionale e oggettiva e, in quanto tale, non attaccabile da una una mia teoria che, evidentemente, non potrebbe che essere indimostrabile.
    Di fronte alla mia incapacità e impossibilità di verificare niente di quello che sento e provo e forse credo debbo soltanto arrendermi a non controbattere. Anche perche ho sempre ritenuto inutile e assurdo voler a tutti i costi difendere e dimostrare ciò che non potrà mai essere provato razionalmente.
    De Andrè disse un giorno una frase secondo me fantastica e forse la più bella "..poi ho pensato che se Dio non esistesse bisognerebbe inventarselo, il che è esattamente quello che ha fatto l'uomo da quando ha messo piede sulla terra..."
    Colgo in queste poche parole un fantastico controsenso secondo me perfettamente voluto dal suo autore. Forse anche lui, come me, nel suo cuore e animo non aveva certezze in merito.
    Lo so che sono irrazionale e forse puerile. Ma oggi quando ho salutato per sempre mio papà nel suo giaciglio dell obitorio mi sono un po consolato a far finta di credere che un giorno potrò rivederlo. Sono tornato bambino e mi sono immaginato un Dio.
    Complimenti ancora per quello che scrivi.
    Ciao

    RispondiElimina
  2. Senza risalire a Sant'Anselmo e alla sua prova ontologica dell'esistenza di Dio, credo che Dio esiste nel cuore di chi vuole che esista. Spiegazioni razionali non ci sono è solo ed esclusivamente un fatto di cuore, cioè della nostra prima mente quella emozionale

    RispondiElimina
  3. Il discorso non fa una piega,benché io abbia le miei fantasie e il mio credo.
    Ciao

    RispondiElimina
  4. Il bello di Dio è che non lo si spiega con la ragione ma con la fede.

    RispondiElimina
  5. Quello che hai scritto è solamente una lunga tautologia; in pratica ci stai dicendo che "Dio non ESISTE perché non esiste". Pensi che ripetere infinite volte il sintagma "validità oggettiva", possa nascondere la pochezza del tuo pensiero?
    Luca Manfredini non sei affatto puerile, la frase che hai citato è stupenda (non la conoscevo) e si vede che hai capito il suo difficile significato.
    Mio caro Mirco Mariucci, credo che tu non sia in grado né di comprendere una dimostrazione dell'esistenza di Dio né il suo contrario: duemila anni di storia dati in pasto al primo sbarbatello che crede di aver trovato la chiave di volta del mondo. Duemila anni di storia del pensiero filosofico umiliati da ciò che hai scritto. Puoi essere certo che qualsiasi pensatore ateo ti leggerebbe come leggerebbe lercio.it.
    Altra cosa: impara a scrivere! Togli l'apostrofo da "qual'è", aggiusta la punteggiatura e usa il lessico in maniera adeguata. Dire che chi crede in Dio è ateo nei confronti degli dèi delle altre religioni, significa non aver compreso bene il significato della parola "ateo". Non ti rendi conto che durante il tuo "ragionamento" utilizzi la parola "Dio" con il duplice significato di "entità superiore" e "divinità cristiana"?
    Il tuo è un calderone di luoghi comuni sull'esistenza di Dio, con un stile che oscilla tra l'ammiccante e il pretenzioso, ma che non riesce a scollarsi dalla sua profonda mediocrità.
    Cura il tuo pensiero e lascia perdere la scrittura: per il momento non fa per te.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo lettore, che non ha neanche il coraggio di firmarsi. Le chiedo scusa, ma di quale articolo sta parlando? La mia posizione è espressa in modo chiaro, quasi in fondo alla pagina, ed è un “ateismo di fatto”. La prego di rileggere più attentamente la definizione evidenziata in corsivo. Forse deve esserle sfuggita, preso com'era dalla collera indotta dalla mia dissertazione. Lei invece pensa che insultandomi riesca in qualche modo ad incrementare la validità del suo pensiero? Giusto per puntualizzare né io, né lei, né Godel, né Odifreddi possiamo comprendere una dimostrazione dell'esistenza di Dio o del suo contrario, perché come sottolineato nel post, ad oggi non esistono tali dimostrazioni. Noto con sommo piacere che l'unica critica seria, al netto degli insulti e delle castronerie, sia una questione di punteggiatura. Non sono uno scrittore professionista e non ho la pretesa di esserlo, infatti il mio materiale è pubblico. Non chiedo un compenso e non traggo profitto dai miei scritti. Se quello che scrivo non le piace, può benissimo tornare a leggere la Sacra Bibbia, che certamente le ispirerà riflessioni ben più profonde.

      Elimina
  6. Mi trovo d'accordo con lei.
    Trovo veramente incredibile come, a distanza di 2000 anni, la religione cristiana sia ancora in piedi.
    Credere che Dio, Zeus o altri esistano è, per quanto mi riguarda, come pensare che Superman esista veramente e che, forse, prima o poi anche noi potremo vederlo in azione.
    Riguardo al Dio cristiano, ritengo che “mostrarsi” come “vero Dio”, dopo che per migliaia di anni la gente ha creduto in altri, sia un gesto come dire... poco corretto.
    Per me è un po' come se un uomo dicesse, al proprio figlio biologico, al compimento dei suoi 20 anni: guarda che il signore che ti ha cresciuto non è il tuo vero padre ma, tuo padre, sono io.

    RispondiElimina
  7. La cosa sorprendente della fede è che ci si può credere

    RispondiElimina