giovedì 9 ottobre 2014

Papa Francesco: la più grande operazione di marketing della storia dell'umanità



La chiesa è investita da ripetuti scandali di pedofilia; alcuni vescovi ammettono di aver saputo e taciuto, trasferendo i preti colpevoli da una parrocchia all’altra.

Il New York Times pubblica una serie di scomodi dossier, rivelando che i vertici del Vaticano, e addirittura lo stesso Papa Ratzinger, pur essendo a conoscenza di casi molto gravi di pedofilia, hanno preferito adottare la politica del silenzio e della copertura.

Lo Ior, la banca del Vaticano, è ciclicamente al centro di scandali e irregolarità. Arrivano pensanti accuse di violazione delle norme antiriciclaggio. Alla guida dell'Istituto per le Opere di Religione c'è Ettore Gotti Tedeschi, persona di fiducia del Papa.

Nello stato della Città del Vaticano, a seguito di una fuga di notizie riservate, scoppia lo scandalo Vatileaks: la perversione della Chiesa per il potere, il denaro e gli intrighi è stata messa a nudo.

Nei confronti della Chiesa Cattolica viene lanciata una pressante campagna mediatica per il pagamento dell'Imu, un'imposta patrimoniale applicata sulla componente immobiliare.

Quasi tutti concordano che la Chiesa stia sbagliando nei riguardi dei diritti civili e che debba rinunciare alla sua continua interferenza con la politica.

Papa Ratzinger, con il suo orribile accento "tetesco", le scarpette rosse in stile Prada, la pelliccia d'ermellino ed il vistoso crocifisso d'oro, induce una forte antipatia, persino nei credenti.

Per cercare di rimediare, il Papa approda sul social network Twitter con il nome di @pontifex, ma la strategia si rivela una catastrofe.

Il Pontefice viene immediatamente preso di mira con centinaia di migliaia di cinguettii che ridicolizzano, criticano e smentiscono il Papa, la Chiesa ed il messaggio cristiano.

Il consenso di Papa Ratzinger e della Chiesa Cattolica era in caduta libera, e con esso andava scemando la possibilità di legittimare il loro amato potere.

Il definitivo declino della religione Cattolica era prossimo, la stabilità dell'istituzione millenaria era stata minata dalle fondamenta.

I vertici della setta dovevano escogitare rapidamente una soluzione... e il "rimedio" non tardò ad arrivare.

Per risollevarsi da una situazione così disastrosa serviva un'operazione straordinaria.

Il tutto doveva iniziare con un gesto eclatante, un'azione estremamente funzionale per catalizzare l'attenzione mediatica.

Il sipario si aprì alle 19:00 del 28 febbraio 2013: Papa Ratzinger si dimette. Un simile gesto non accadeva da circa 6 secoli. L'esca era stata lanciata.

Come per ogni nuova elezione, numerosi cardinali accorsero da ogni parte del mondo per svolgere l'inutile pagliacciata del conclave. Le direttive erano chiare. L'imperativo? Risollevare la Chiesa Cattolica dall'oblio, ad ogni costo.

Proprio in quei giorni ebbe inizio la più grande operazione di marketing della storia dell'umanità: il prodotto da vendere era la religione, ed il mezzo da usare per riconquistare il consenso perduto, sarebbe stato il nuovo pontefice in persona.

Alle 19:06 del 13 marzo 2013 la folla assiste alla classica fumata bianca: «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam! Eminentissimum ac reverendissimum dominum, dominum Georgium Marium, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio, qui sibi nomen imposuit Franciscum». 

Francesco, quale miglior nome avrebbero potuto scegliere per un Papa, in un periodo storico che condannerà milioni di persone ad impoverirsi?

La Chiesa decise così di giocare la carta del brand di San Francesco d'Assisi, l'uomo che si spogliò di tutti i suoi averi per seguire Dio.

Con il suo stesso nome, il nuovo Papa stava testimoniando che la povertà (degli altri) può essere una cosa bella, e che l'unica "vera" salvezza sarebbe potuta arrivare dalla Chiesa Cattolica.

Ma affinché il messaggio fosse coerente, il nuovo Papa avrebbe dovuto togliere le scarpette rosse, l'ermellino ed il crocifisso d'oro ripiegando su d'un paio di scarpe nere, vecchie e deformate, su d'una veste più umile e un crocifisso meno vistoso fatto di ferro (che in realtà era d'argento). E così fu.

Ma gli specialisti del consenso al servizio della Chiesa non si fermarono solo al vestiario, curarono ogni aspetto della nuova figura del pontefice. Anche il linguaggio doveva diventare più moderno, sin da subito.

La sera della sua prima apparizione, infatti, il nuovo Papa esordì con un inaspettato ma efficace: «Fratelli e sorelle, buonasera!». Una interpretazione degna del miglior Mike Bongiorno.

A pochi giorni dall'elezione di Papa Francesco l'indice di gradimento degli italiani nei confronti della chiesa passava dal 47% del dicembre 2012 al 62%.

Da quel momento ogni parola ed ogni gesto di Papa Francesco sono sempre stati sapientemente caricati di specifici simboli e significati.

Papa Francesco è salito sull'aereo portando la valigia a mano. Papa Francesco mangia un panino, ama cucinare da solo, fa la fila per il pranzo alla mensa vaticana. Papa Francesco rifiuta la papamobile e l'appartamento papale. Papa Francesco abbraccia i disabili, bacia un bambino. Papa Francesco condanna il lusso dei vescovi. Papa Francesco vuole rinnovare lo Ior e dice che Pietro non aveva una banca.

Le azioni del nuovo Papa sembrano tutto all'infuori che spontanee, ricalcano piuttosto le indicazioni che avrebbe fornito qualsiasi professionista della comunicazione. Il tutto è sapientemente orchestrato per colpire il pubblico con il nuovo brand del pontefice povero tra i poveri.

La risposta attesa dall'opinione pubblica non tarda ad arrivare. TV e testate giornalistiche dedicano quotidianamente ampi spazi alle gesta del pontefice. Ogni singola azione viene diffusa e amplificata dai media, che contribuiscono al rilancio della religione cattolica.

La figura di Papa Francesco si rivela un successo clamoroso, diventando un fenomeno mediatico di fama mondiale. Il Time Magazine incorona Papa Francesco uomo dell'anno.

L'indice di gradimento nei confronti di Papa Francesco aumenta considerevolmente, trainando con sé quello della Chiesa Cattolica.

In pochi mesi l'operazione è riuscita: la Chiesa è salva e con il ritrovato consenso può continuare a esercitare indisturbata il suo smisurato potere.

Ma con l'avvento del nuovo Papa che cos'è cambiato?

Il Papa era ed è il monarca assoluto della Città del Vaticano, dove vige una teocrazia elettiva e vitalizia.

Un pontefice che ostenta la povertà non significa che sia povero, e men che meno che intenda redistribuire la ricchezza del suo Stato, una ricchezza che forse sarebbe più corretto chiamare "mal tolto".

Del resto, Charles-Louis de Montesquieu, osservava:  «È assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di Chiesa si siano originate da principi di povertà», mentre il filologo italiano Lorenzo Valla dimostrò in modo inequivocabile e assai meno ironico che il documento riguardante la Donazione di Costantino era un clamoroso falso.

Di fatto, la Chiesa resta un'istituzione di potere, che può esistere solo grazie all'inganno e alla menzogna, come quella inerente il possesso della Verità dovuta alla presunta rivelazione di un essere immaginifico di loro invenzione: Dio.

I danni derivanti dai processi d'indottrinamento volti a diffondere una forma mentis acritico-fideistica nelle masse, non vengono attenuati dal carisma del nuovo pontefice, semmai ne risultano amplificati.

La fede acritica resterà comunque la più grande nemica della verità, e contribuirà ancora a mantenere i popoli sotto il giogo del potere.

Al di fuori dell'innovativo uso della figura stereotipata del Papa, ci sarebbe ancora molto da discutere a riguardo della Chiesa Cattolica.

Ad esempio, si potrebbe parlare del ruolo che Francesco attribuisce alla libera ricerca scientifica, oppure dei diritti civili di donne e omosessuali.

Si potrebbe chiedere conto dell'omofobia, dello scandalo sulla pedofilia, del diritto all'aborto, del testamento biologico, dell'eutanasia, dell'insegnamento della religione cattolica a scuola e dei dannosi effetti dell'indottrinamento che, guarda caso, la Chiesa impartisce fin dalla tenera età.

E ancora, si potrebbe chiedere dei rapporti sessuali non protetti voluti da Dio (anche se sarebbe più corretto dire voluti da Papa Paolo VI) e della relativa correlazione con la diffusione dell'Aids; delle menzogne e delle illusioni che il clero continua a diffondere ed inculcare, sulla base delle quali la Chiesa crea il consenso per legittimare la sua stessa esistenza.

O magari si potrebbe tornare a chiedere il perché, nonostante tutto, il Vaticano continui a ricevere ingenti agevolazioni fiscali da parte di uno Stato che ama definirsi laico e che invece, di fatto, finanzia regolarmente la religione cattolica.

Ma tutto questo non avverrà ancora per molto tempo, grazie all'inganno inscenato per mezzo della figura del povero tra i poveri, l'umile e caritatevole Papa Francesco.

Un potente mezzo di distrazione di massa, il cui vero scopo è quello di distogliere l'attenzione dai veri problemi della Chiesa, che con il suo operato continuerà a gettare acqua sul già flebile lume della ragione.

C'è ben poco da festeggiare: con lo strepitoso successo della più grande operazione di marketing della storia dell'umanità, ed il relativo rinvigorimento del potere della Chiesa, corriamo tutti il serio pericolo di ricadere nel buio di un nuovo oscurantismo.

Mirco Mariucci

Fonti:

Scandalo pedofilia nella Chiesa Cattolica
Scandalo Vatileaks
La Chiesa non paga l'imu
Papa Ratzinger ridicolizzato su Twitter
Sulle scarpette rosse
Le dimissioni del Papa
La croce di "ferro" in realtà è d'argento
Il consenso della Chiesa aumenta dopo le elezioni di Papa Francesco
Elezioni del nuovo Papa Francesco
Papa Francesco e le scarpe vecchie
Papa Francesco ed i gesti "semplici"
Papa Francesco contro il lusso
Papa Francesco in aereo con il bagaglio a mano
Papa Francesco fa la fila alla mensa
Papa Francesco uomo dell'anno
Papa Francesco è uno schermo per la chiesa, Ratzinger motivava la critica
Papa Paolo VI e i preservativi

6 commenti:

  1. Ottimo articolo. A parte la notizia sulle scarpe rosse "Prada" di Ratzinger, che si è scoperto essere una notizia falsa.

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  2. e forse ancora non ha raggiunto il culmine quest'operazione di marketing.

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  3. .
    Concordo in pieno con la suddetta descrizione di questa mera operazione di marketing ....... solo degli ingenui possono continuare ad osannare questo attore che recita goffamente una parte già scritta per salvare la lobby più potente di tutti i tempi ........
    .

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  4. Condivido questa analisi fino all' ultima virgola. Cio' mi consola poco : il top management del Vaticano sapra' sempre come plasmare alla perfezione le marionette-pecore che gli occorrono....

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  5. ottima la bibliografia delle fonti delle notzie comprovanti la discussione

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  6. Troppo facile criticare e leggere i fatti da una sola prospettiva, tra l'altro pregiudiziale. Per far rientrare tutto nello "schema" si dimentica la storia di Bergoglio fatta di una scelta di vita povera ... oppure l'operazione di "marketing" è iniziata 50 anni fa? In ogni caso dire che papa Francesco sia espressione del malaffare vaticano - che, invece, sta rintuzzando non senza difficoltà e violente opposizioni - contraddice semplicemente la realtà e rivela la malafede di chi scrive.

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