venerdì 17 ottobre 2014

Il Cattolicesimo è la religione del potere.


La storia della Chiesa Cattolica abbonda di orrendi misfatti: genocidi, guerre sante, inquisizione, repressione del libero pensiero e dell'indagine scientifica, tanto per cominciare;

sostegno al nazi-fascismo e alle dittature sud americane degli anni '70; scandali finanziari, riciclaggio di denaro sporco, pedofilia, omofobia, accumulazione e sperpero di ricchezze destinate ai poveri; un costante uso dell'inganno e della menzogna.

Tutto ciò sarebbe già più che sufficiente, anche senza contare i danni derivanti dalla diffusione di una forma mentis fideistica impartita per mezzo dell'indottrinamento.

Eppure i fedeli continuano ad ignorare la realtà dei fatti, etichettando la Chiesa Cattolica come un'istituzione che agisce per il bene dell'umanità.

Bisogna ammetterlo, la Chiesa ha compiuto progressi strepitosi da quando, poco più di due secoli fa, atei e liberi pensatori, venivano ancora arsi al rogo per eresia, semplicemente perché le loro idee osavano contrastare con la presunta Verità assoluta rivelata da un essere immaginario.

Non che i miglioramenti siano merito degli uomini di fede, il cambiamento è un riflesso dovuto alle pressioni esterne, alle quali la Chiesa inizialmente si oppone, ma che, con il passar del tempo, diviene costretta ad accettare per evitare di perdere consenso e potere.

A differenza della religione cattolica, l'Islam non ha avuto un suo Illuminismo e le differenze si vedono.

Eppure, ancora oggi chiunque tenti di attaccare la religione cattolica è prontamente giudicato in malo modo, tende ad essere emarginato e ad essere considerato un poco di buono.

Nell'immaginario collettivo plasmato a suon d'indottrinamento e mistificazione della realtà il fan club di Dio è considerato un movimento positivo per definizione, e di conseguenza il messaggio del quale si fa portatore dev'essere necessariamente ritenuto utile all'umanità.

Ma quanti si sono mai fermati a riflettere se realmente la Chiesa Cattolica con i suoi insegnamenti contribuisca o meno al raggiungimento del benessere collettivo?

Gli stregoni della Chiesa illudono la massa affermando l'esistenza di un paradiso al di là di questo mondo.

Essi sostengono che per accedervi sia sufficiente rispettare i precetti imposti dalla Chiesa Cattolica; in caso contrario si finisce all'inferno.

Alcuni sostengono che questi ricatti spingano gli esseri umani a compiere il bene.

Ma gli individui non dovrebbero fare il bene mossi dalla paura di un'eterna punizione, dovrebbero fare il bene semplicemente perché è giusto che gli esseri viventi sperimentino un'esistenza degna d'essere vissuta.

A tal proposito, Margherita Hack disse: «Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso».

Chi aiuta gli altri rispettando il presunto volere di Dio perché è convinto che così facendo non finirà all'inferno, in realtà, non vuole aiutare gli altri in modo altruistico, vuole aiutare se stesso in modo egoistico.

Il pericolo è che, con la scusa di “aiutare” gli altri,  per andare in paradiso si compiano delle atrocità: una cosa che è già avvenuta nel corso della storia.

Del resto, il compito del credente è di obbedire alla presunta volontà di Dio, e non di metterla in discussione.

C'è stato un periodo in cui per andare in paradiso bisognava combattere delle guerre sante o bruciare vive delle persone innocenti, in nome di Dio, ovviamente.

Ancora prima, per essere considerato un buon seguace di Dio, bisognava lapidare le adultere ed offrire in sacrificio animali al Signore mediante appositi rituali (non me lo sto inventando, c'è scritto nella Sacra Bibbia).

Oggi, invece, siccome quelle azioni risulterebbero un po' troppo anacronistiche, è sufficiente smettere di pensare vivendo una vita di fede e futili preghiere, andando a messa la domenica mattina per rinfrescare periodicamente il proprio indottrinamento e, già che ci siamo, contribuire economicamente al sostentamento della Chiesa Cattolica e di tutta la sua nutrita schiera di parassiti.

Ma chi ha veramente bisogno di simili atteggiamenti?

Il fatto che la Chiesa Cattolica necessiti di una massa d'individui disposti a sospendere il pensiero, è cosa nota e assai pericolosa.

Infatti, l'istituzione millenaria è da sempre legittimata da una massa che accetta in modo fideistico le stramberie poste alla base del loro credo, che, in breve, si fonda sull'accettazione del tutto arbitraria, assiomatica ed aprioristica, in quanto non supportata da alcuna prova empirica oggettiva corroborante, dell'esistenza di alcune entità quali spiriti, angeli, divinità e demoni (non sto inventando neanche questo, è scritto nel catechismo ufficiale!).

Ma un popolo che non è allenato a pensare ma a credere, si rivela facilmente controllabile.

Il problema è che una volta appresa la forma mentis del credente non resta relegata soltanto all'ambito della religione, ma tende ad essere applicata ad ogni aspetto della vita.

Ad esempio, se la forma mentis impartita alla massa non allena al pensiero scettico-razionale ma abitua all'accettazione acritica-fideistica, qualsiasi manovra economica infarcita di un minimo di accurata propaganda può facilmente essere accettata.

Senza un popolo appositamente istruito alla creduloneria, le menzogne utili al potere non troverebbero il consenso necessario, perché il popolo, al contrario, sarebbe in grado di smascherarle e quindi di organizzarsi per contrastarle.

Per questo politici e capitalisti collaborano ben volentieri con la Chiesa.

Anche il tipico messaggio del paradiso ultraterreno, a seguito di una semplice considerazione, si rivela estremamente pericoloso.

Se lo scopo dell'esistenza dei membri del fan club di Dio viene ridotto a seguire le indicazione della sua dottrina al fine di accaparrarsi un posto nell'albergo ultraterreno dell'uno e trino inseminatore di vergini, che motivo ci sarebbe di migliorare l'attuale società?

Se la sofferenza, lo sfruttamento e la povertà vengono interpretati come una prova da accettare passivamente in quanto in grado di avvicinare l'uomo al Divino, perché gli esseri umani dovrebbero lottare contro di esse?

Il concetto dell'esistenza di un mondo perfetto ultraterreno, racchiude tacitamente il fatto che il mondo reale sia imperfetto e non possa ambire a diventare esso stesso un paradiso di pari livello.

Per un cattolico convinto, l'unica possibilità che gli esseri umani hanno per sperimentare una magnifica esistenza, diventa la rassegnazione alle condizioni del reale, nell'attesa della dipartita dopo una vita di osservanza al proprio credo.

Non è un caso che il cattolicesimo sia definibile come la religione del potere.

Per placare gli schiavi dai continui tentativi di ribellione, gli schiavisti possono sempre cercare di convincere la massa ad accettare lo sfruttamento in vista di una ben più nobile ricompensa che ci sarà in futuro.

In questo modo, però, la legittima ambizione d'un paradiso terrestre, viene traslata verso un paradiso ultraterreno.

Peccato che il tutto sia solo un meccanismo perverso, la cui vera funzione è quella di mantenere in essere lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo mediante l'aiuto di un'illusione.

Comprendiamo quindi l'estrema pericolosità dell'azione della Chiesa Cattolica nel suo complesso.

Le nostre conquiste scientifico-tecnologiche, la nostra capacità di discernimento tra il bene e il male, le nostre possibilità di migliorare la società o di controllare le scelte che ci vengono imposte dalle classi dirigenti (che stupidamente deleghiamo a nostra rappresentanza), non dipendono da un presunto essere metafisico, ma risiedono nella capacità e nella possibilità intrinseca in ogni essere umano di adottare un atteggiamento costruttivo scettico, critico, scientifico e razionale volto al benessere collettivo.

Formare delle menti acritiche e fideistiche induce delle pesanti conseguenze nella società, perché una massa allenata alla fede non riflette ma tende ad accettare.

E se tutto ciò oggi è una diffusa realtà, gran parte della colpa è senza alcuna ombra di dubbio attribuibile all'azione della Chiesa Cattolica e del suo indottrinamento, che guarda caso viene praticato fin dalla tenera età, proprio quando le menti sono più duttili e malleabili.

Per realizzare una società a misura d'essere umano, gli individui dovrebbero ambire alla sua costruzione terrena, utilizzando la loro razionalità per comprende ed opporsi alle decisioni di quella élite che detiene il potere e che sta modellando un mondo basato sulla disuguaglianza e sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Rassegnarsi, nella certezza di poter godere del paradiso immaginifico di Dio, è del tutto controproducente.

La ricompensa d'un paradiso ultraterreno favorisce l'accettazione del male, scoraggiando la ribellione contro soprusi ed ingiustizie.

Il messaggio corretto da diffondere è che l'unica possibilità che gli esseri umani hanno per sperimentare il paradiso, è quella di agire con tutta la loro forza psico-fisica, prodigandosi per realizzare una società a misura d'essere umano, qui e ora, su questa terra.

Ogni individuo dovrebbe comprendere che non esiste alcun paradiso che non sia quello che intende costruire insieme ai suoi simili e che il mondo può cambiare, perché ogni società è sempre il frutto del pensiero e delle azioni dei suoi membri.

È giunto quindi il momento di tornare ad ambire alla costruzione d'una società ideale reale.

E la religione risulta uno dei principali ostacoli da rimuovere, in quanto colpevole di accrescere l'inerzia per il raggiungimento del benessere terreno, agevolando le dannose azioni del potere elitario.

Con la diffusione d'un ferreo pensiero scettico-razionale finalizzato alla realizzazione del benessere collettivo, ogni élite che volesse inseguire i propri fini a scapito dei membri della società non avrebbe vita facile e sarebbe prontamente contrastata, fino alla sua definitiva sconfitta.

A quel punto, ciò che io amo chiamare Utopia Razionale potrebbe finalmente diventare realtà.

Mirco Mariucci

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