domenica 31 maggio 2015

La follia delle fontane pubbliche a pagamento.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Questa mattina, con mio gran stupore, ho scoperto che a Sigillo, un paesino di 2.500 abitanti che si trova in Umbria, è stato installato un distributore automatico d'acqua pubblica a pagamento, e ho anche visto un Minus Habens del posto che la stava acquistando, nonostante a non più di 200 metri di distanza esista un'altra fontanella pubblica che distribuisce acqua del medesimo acquedotto gratis.

Nella mia ignoranza, non avevo mai sentito parlare di un distributore d'acqua pubblica a pagamento, e dubito che sarei riuscito a concepire una simile bestialità:

bisogna essere proprio malati di mente per pensare di fare profitto anche con l'acqua delle fontanelle pubbliche.

Sono al tempo stesso divertito e inorridito dalla stupidità e dall'avidità di taluni esemplari di homo sapiens, ma la questione ancor più sconvolgente riguarda un po' tutti noi.

Non l'avete notato? Ci stanno anestetizzando, non ci scandalizziamo più per niente e tutto, o quasi, ci sembra "normale".

Ci rendiamo conto?

Le menzogne del potere sul denaro.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Cosa ti dicono:

Non ci sono i soldi per far star bene tutti gli esseri umani. La moneta deve essere sempre prestata previa richiesta di un interesse maggiore di zero. La spesa pubblica improduttiva è un male per la collettività in quanto genera un debito che grava sulle spalle dei nostri figli.

Cosa non ti dicono:

Dalla cessazione degli accordi di Bretton Woods, avvenuta nel 1971, non c'è più alcun bene reale a garanzia del denaro, come invece avveniva in passato in special modo con l'oro. 

Il concetto stesso di denaro, meramente metafisico, è esclusivamente fiduciario. 

La moneta di per sé non è altro che un insieme di segni contabili stampigliati su dei supporti cartacei (banconote/cartamoneta) e/o memorizzati in formato digitale per mezzo di sistemi informatici (moneta elettronica), che vengono utilizzati come intermediari per gli scambi.

Non c'è nulla che sia in grado di attribuire valore a una qualsiasi moneta al di fuori della profonda convinzione dei suoi utilizzatori che quella rappresentazione contabile, in futuro, potrà essere nuovamente scambiata con un bene reale che, pensano, sarà almeno di pari entità rispetto a quello già scambiato in passato.

Il denaro viene creato dal nulla, a costo zero, e non c'è alcun limite alla sua creazione in quanto unità di misura del valore, esattamente come non può esistere alcun limite alla creazione di metri o di iarde, che sono delle unità di misura della distanza. 

martedì 12 maggio 2015

Il regime europeista e i suoi ridicoli spot propagandistici.



Ogni regime totalitario necessita delle menzogne per legittimarsi, Unione Europea inclusa.

Fascismo, Nazismo e Comunismo ricorsero alle più disparate tecniche di propaganda, eppure al confronto gli addetti dei vecchi regimi non sarebbero neanche degni di sciogliere i legacci dei sandali ai moderni manipolatori Europeisti.

La verità è temuta dal potere in quanto potenzialmente destabilizzante e quindi, se si vuole mantenere sotto controllo un gran numero di persone senza ricorrere all'uso della forza, si deve cercare d'influenzare il loro pensiero, diffondendo degli appositi messaggi.

mercoledì 29 aprile 2015

Riflessioni per una nuova società a misura d'essere umano


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Lo scopo di questo capitolo conclusivo, esattamente come per gli altri saggi che avete letto all'interno di questa raccolta, è di contribuire alla realizzazione di una società a misura di essere umano.

Questa volta, però, ho deciso di spingermi un po' più in là, iniziando a delineare alcune caratteristiche peculiari di una Nuova Società che non sia più dedita al profitto, ma che tenga conto delle vere esigenze degli individui.

domenica 19 aprile 2015

La rivoluzione comincia da te!


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Se è vero, come spesso ci piace affermare, che in quanto esseri umani siamo la specie più intelligente del regno animale, allora perché esistono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, l'inquinamento, la guerra, la povertà e tutte le altre distorsioni che permeano così profondamente la nostra società? 

«La colpa è dei politici che non fanno le riforme che dovrebbero fare», afferma il socialista; 

«La colpa è dei preti che indottrinano la massa al fine d'indurla a credere invece che a pensare», sostiene l'ateo anticlericale; 

«La colpa è dei capitalisti che sfruttano in modo indiscriminato le risorse comuni e gli esseri umani al sol fine del profitto», grida il marxista;

«La colpa è del sistema economico che è condannato a crescere, che induce l'iper-consumo e causa l'inquinamento ambientale», argomenta il decrescitista; 

«La colpa è della finanza che non è regolamentata e della cattiva gestione della moneta», spiega l'economista interventista keynesiano... 

Ma è realmente così che stanno le cose?

lunedì 6 aprile 2015

Lavorare meno lavorare tutti, mantenendo gli stipendi invariati.



Ovvero: come risolvere il problema della disoccupazione con due semplici mosse.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.


Se vi chiedessi di esporre la miglior soluzione possibile per risolvere l'attuale crisi occupazionale, quasi certamente mi rispondereste che bisognerebbe far crescere l'economia in modo da creare lavoro.

A quel punto i consumi ripartirebbero e il sistema economico si rimetterebbe in moto.

Bene, se la pensate in questo modo iniziate a preoccuparvi:

i mass media hanno fatto un ottimo lavoro su di voi, avete imparato in maniera ineccepibile quello che dovevate imparare, pensate esattamente ciò che dovete pensare e ripetete come un pappagallo la presunta verità utile al potere.

Vi assicuro che c'è almeno una soluzione di gran lunga migliore. Come faccio a esserne certo?

sabato 28 marzo 2015

10 argomentazioni (controvertibili) che proverebbero l'esistenza di Dio.


Tratto dalla raccolta di saggi semiseri intitolata Anche il Papa è ateo!, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

1) L'argomento dell'indottrinato: io sono convito che Dio esiste, quindi Dio esiste.

«Non è una strana coincidenza? Quasi tutti hanno la stessa religione dei genitori. E guarda a caso è sempre la religione giusta. Le religioni funzionano in famiglia. Se fossimo stati educati nella Grecia antica staremmo tutti ad adorare Zeus e Apollo. Se fossimo nati Vichinghi staremmo ad adorare Wotan e Thor. Come siamo giunti a questo? Attraverso l'indottrinamento dell'infanzia». Richard Dawkins

Tutti i membri di ogni professione religiosa sono intimamente convinti che la divinità in cui credono esista.

Ma perché credono esattamente nell'esistenza delle divinità della loro religione e non in quelle delle altre professioni religiose presenti, passate o che siano umanamente concepibili?

venerdì 27 marzo 2015

L'incredibile messaggio per gli esseri umani che pensano di essere liberi.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Siamo fermamente convinti di avere la libertà d'espressione, di stampa e di culto, il libero mercato, le frontiere libere, la libertà di poter scegliere il percorso di studio preferito e di cercare, o inventare, liberamente il nostro lavoro.

La parola libertà riecheggia quotidianamente nelle case dei lavoratori assopiti davanti alla Tv, insinuandosi perfino nelle menti malinformate di chi legge gli articoli scritti dai pennivendoli asserviti al potere.

Ma che strano: perché tutta questa necessità di rimarcare il concetto di libertà?

Se vivessimo realmente in condizioni di libertà che bisogno ci sarebbe di sottolinearlo continuamente?

Siamo davvero così liberi come ci dicono o forse ci stiamo soltanto illudendo di esserlo?

Per cercare di rispondere a queste domande, vorrei raccontarvi la storia di un normale essere umano che visse per tutta la vita credendo di essere libero.

Una storia che riguarda da vicino un po' tutti noi...

giovedì 26 marzo 2015

Il falso mito della crescita.


«I beni superflui rendono superflua la vita». 
                                      (Pier Paolo Pasolini)

La crescita è diventata un imperativo categorico dell'odierna politica economia. Ma è veramente ciò di cui abbiamo bisogno per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani? 

A dispetto delle più ferme convinzioni, la crescita "tout court" rappresenta un obbligo che non è scevro da pesanti conseguenze, sia per quanto riguarda il tempo ed i nostri ritmi di vita, che per tutto ciò che concerne la sostenibilità e l'inquinamento ambientale.

Con questo piccolo saggio intendo smentire il mito della crescita, cercando di mostrare i limiti del modello economico attuale che è condannato a crescere per non fallire.

giovedì 12 marzo 2015

Possiamo porre fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo?


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

In un suo famoso aforisma Albert Einstein affermava: «Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare». 

C'è di peggio, non solo i giusti se ne stanno a guardare, ma collaborano attivamente con i malfattori per realizzare quel disastro che abbiamo anche il coraggio di chiamare società.

mercoledì 11 marzo 2015

E' possibile raddoppiare la ricchezza del 99% della popolazione mondiale?



Viviamo in una società di diseguali, dove un'esigua minoranza d'individui vanta una ricchezza pari a quella cumulata dalla restante parte della popolazione mondiale. 

Dall'ultimo rapporto “Grandi disuguaglianze crescono” apprendiamo che la quota di ricchezza nelle mani dell'1% degli individui più abbienti del pianeta è aumentata costantemente dall'inizio della crisi ad oggi, raggiungendo il 48% del totale. 

Nulla di nuovo, come sostengo da sempre, le crisi servono esattamente a creare un popolo che ambisce alla propria schiavitù, a spostare la ricchezza esistente dai tanti che hanno poco ai pochi che hanno tanto e ad incrementare le possibilità di profitto tramite lo sfruttamento di beni comuni e di altri esseri umani; il tutto a esclusivo vantaggio d'una élite egoista e parassitaria dedita all'accumulazione di capitale.

Le proiezioni ci dicono che nel 2016 più della metà della ricchezza globale sarà concentrata nelle mani dell'1% della popolazione del mondo!

domenica 1 marzo 2015

Qual è il senso della vita?



Il filosofo norvegese Peter Wessel Zapffe osserva che «ogni nuova generazione chiede: qual è il senso della vita?» ma «una via più efficace di porre la questione potrebbe essere: perché l'uomo abbisogna di un senso della vita?»

Si potrebbe rispondere con le parole di Seneca, perché «la vita, senza una meta, è vagabondaggio», trovandosi in accordo sia con il pensiero del mistico indiano Inayat Khan, che proclama «beato colui che ha trovato nella vita lo scopo della propria esistenza», che con quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, quando afferma che «è proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante».

Eppure, così facendo avremmo soltanto trovato un modo astuto per fuggire dall'interrogativo iniziale, ovvero: qual è il senso della vita? 

lunedì 16 febbraio 2015

L'intolleranza dei credenti nei confronti dell'ateismo


Tratto dalla raccolta di saggi semiseri intitolata Anche il Papa è ateo!, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

Si parla tanto di libertà d'espressione e di pensiero ma purtroppo temo che oggigiorno si tratti soltanto dell'ennesima illusione.

Da quando ho iniziato a scrivere articoli sul mio blog ho ricevuto insulti, minacce e censure a causa del mio argomentare semiserio a proposito di un essere immaginario di nome Dio e della relativa religione, quella cattolica, proprio da coloro che invocano per primi la tolleranza: i credenti.

Ci sono norme e vincoli morali che tutelano le religioni e le varie forme di culto; ci viene detto che bisogna rispettare i credenti e la loro fede, ma poi, di fatto, la più accanita forma d'intolleranza avviene nei confronti dell'ateismo, una posizione che, nella sua forma più nobile, non è altro che la logica e naturale conseguenza del libero pensiero.

Ci viene imposto di rispettare la sensibilità religiosa dei credenti, ma le assurdità dei credenti urtano la sensibilità degli atei. Perché bisognerebbe tutelare i primi e non i secondi?

La vera questione è che nell'odierna società ci sono dei gruppi di potere che diffondono delle presunte verità per perpetrare i loro fini. Smontare quelle verità, significa andare contro il potere.

E quando ciò accade, il potere cerca in ogni modo di tutelare se stesso: da qui la censura, nelle sue varie forme.

La libertà d'espressione è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, nonché dalla Costituzione italiana, ma quando a esprimersi è un ateo, tutto ciò non è più vero e scattano le censure.

giovedì 29 gennaio 2015

L'ipocrisia del culto dei morti all'interno di una società che non rispetta neanche i vivi


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

Ci sono due punti fissi che accomunano tutti gli esseri viventi: il primo è la nascita, che si colloca nelle prime fasi dell'esistenza, ed il secondo è la morte, posta a conclusione della parabola della vita. 

Possiamo affermare di essere polvere di stelle che ha acquisito la consapevolezza della propria esistenza per mezzo di un'azione sintropica, anche se questa stupefacente capacità durerà solamente per un lasso di tempo limitato, ovvero fin quando la ribellione al disordine che consente la vita cesserà a causa dei colpi letali sferrati dal secondo principio della termodinamica. 

Con la morte perderemo la consapevolezza della nostra esistenza tornando ed essere polvere di stelle, ma l'informazione della nostra esistenza continuerà a propagarsi, e il nostro ricordo vivrà, perlomeno fin quando altri esseri umani avranno memoria delle nostre gesta o del nostro pensiero.
  
Quando gli artisti creano opere d'arte, i pensatori scrivono libri ed i matematici dimostrano teoremi, è come se ambissero all'immortalità per mezzo del ricordo degli esseri umani che avranno modo di vivere sulla Terra.

Il concetto di morte non è soltanto una spinta creativa esercitata in virtù della conquista di un surrogato dell'immortalità terrena, ma è anche dolore e sofferenza per chi sopravvive alla perdita dei propri cari.

In ogni società si sono sviluppate forme di culto relative alle persone che non ci sono più.

Noi occidentali le immaginiamo ancora vive, in un certo senso, in una sorta di paradiso metafisico ed illusorio.

I sentimenti di affetto e amore che contraddistinguono gli esseri umani, uniti alla paura di sparire nel nulla, contribuiscono alla manifestazione di questo fenomeno sociale. 

Siamo abituati fin da piccoli a partecipare ai riti funebri organizzati dagli stregoni della Chiesa Cattolica e dedichiamo un giorno all'anno, il 2 novembre, alla commemorazione dei defunti.

Eppure ci ricordiamo veramente del valore del tempo della vita solo quando esso svanisce; riconosciamo l'importanza del rispetto della morte, ma tendiamo ad ignorare il rispetto della vita.

venerdì 16 gennaio 2015

Il terrorismo non si combatte con la forza, ma con il benessere e la cultura.



Mercoledì 7 gennaio 2015 due individui armati di kalašnikov sono riusciti ad entrare nella sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo e hanno aperto il fuoco al grido di "Allahu Akbar" ("Allah è grande / Allah è il più grande"). 

Nell'azione hanno perso la vita 12 persone, tra le quali Stéphane Charbonnier (Charb), direttore e disegnatore del Charlie Hebdo, ed il noto economista Bernard Maris, professore all'Università di Parigi nonché consigliere generale della Banque de France. 

La Francia è scossa: si tratta del più grave attentato terroristico avvenuto sul territorio nazionale dal 1961. Solidarietà e condanne non tardano ad arrivare, sia da parte del popolo, che dai principali esponenti di organizzazioni e partiti politici; a livello mondiale il grido comune è: «je suis charlie». 

Ben presto il dramma si trasforma in una ghiotta occasione per il potere: immancabilmente i mass media sfruttano l'evento per aumentare lo share, attuando tutte le strategie necessarie per ottenere il “nobile” obiettivo di formare l'opinione pubblica. 

Noti personaggi iniziano a parlare di una guerra condotta da parte dell'Islam nei confronti dell'Europa; alcuni arrivano ad affermare che si tratta dell'inizio della terza guerra mondiale. L'Islam estremista deve essere fermato prima che sia troppo tardi; le misure di sicurezza devono essere aumentate per la salvaguardia della libertà, s'intenda! 

Ma qual è la verità sull'attentato? Difficile a dirsi, i mass media da sempre diffondono la versione che fa comodo al potere, quella che in seguito diverrà la verità ufficiale, ma che raramente coincide con la realtà. Possiamo comunque effettuare alcune riflessioni.

L'economia del dono: “solo per l'amore di farlo”.

FARE CLICK PER VISITARE LA PAGINA FACEBOOK DI: 

«Questo sono io, e queste sono tre persone, a cui darò il mio aiuto; ma dev'essere qualcosa di importante, una cosa che non possono fare da sole, perciò io la faccio per loro... e loro la fanno per altre tre persone... siamo a nove... ne aggiungo tre a ognuno... » (Trevor McKinney, presenta alla lavagna la sua idea per la società, nel film "Un sogno per domani")

Vorrei parlavi di un progetto che può essere molto efficace per passare da un mondo fatto di mercato e competizione ad una realtà di condivisione e collaborazione, una visione ben più auspicabile per il nostro futuro.

Si tratta di non vivere più l'economia in modo “passivo”, ma di essere soggetti “attivi” e partecipi. L'idea riguarda lo scambio solidale di lavoro, strumenti e spazi.

domenica 4 gennaio 2015

Il tramonto e il fenomeno dello scattering di Rayleigh.


Tramonto fotografato in Umbria, 2 gennaio 2015.

Ho avuto la fortuna di poter immortalare un tramonto spettacolare, le cui tinte riportano alla mente i capolavori di William Turner, l'artista che pose le basi per l'impressionismo.

Il fenomeno è durato pochi minuti, giusto il tempo di scattare qualche fotografia, fin quando Aton, eclissandosi all'orizzonte, ha concesso alla dea Nyx di giungere nel regno dei mortali.

Ma com'è possibile che il cielo si trasformi in un'opera d'arte degna d'essere impressa su tela dal miglior Monet? Che l'onnipotente dio dei cristiani si sia divertito a tinteggiare il cielo? No, sì tratta d'un noto fenomeno fisico, conosciuto con il nome di “scattering di Rayleigh”.

lunedì 22 dicembre 2014

Il fallimento di una vita normale


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Siete appena tornati a casa dopo una lunga giornata di lavoro. La vostra macchina è in garage. Fuori sta piovendo. Vi sentite stanchi. Cenate e vi rilassate sul divano davanti alla Tv.

Terminate così la vostra routine quotidiana addormentandovi nel giro di qualche minuto.

Appartenete a quei "fortunati" che hanno ancora un lavoro. Avete una casa, ma anche un mutuo. L'attività che svolgete è totalizzante e non vi lascia tempo per vivere.

In questo modo, però, potete permettervi di pagare le tasse, le rate, qualche capo d'abbigliamento alla moda e di concedervi una vacanza comandata nei periodi di ferie.

Impiegate il vostro scarso tempo libero per uscire nei centri commerciali, nei bar o per cenare nei ristoranti.

Probabilmente credete in Dio e nel fatto che il libero mercato implichi la libertà dell'essere umano.

Perfetto: avete una vita normale.

Avete mai riflettuto sul concetto di normalità? Che cosa significa essere "normali"? Perché le persone vivono secondo una certa tipologia di normalità e non un'altra?

Siete realmente voi che state scegliendo come spendere il vostro prezioso tempo? Ha senso vivere in questo modo? Rende felici gli esseri umani?

venerdì 19 dicembre 2014

L'indottrinamento è servito, in prima serata, a spese della collettività.



Quello che è successo nelle serate di lunedì 15 e martedì 16 dicembre 2014, ha a dir poco dell'incredibile.

La RAI questa volta ha veramente toccato il fondo del barile, dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio la totale connivenza tra politica, chiesa e capitale.

Evidentemente non bastavano i vergognosi spot propagandistici a stampo europeista.

Questa volta milioni di persone sono state indottrinate simultaneamente grazie ad un show televisivo fazioso, che ha sfruttato il potenziale attrattivo d'un noto personaggio italiano.

La possente operazione mediatica è stata messa in atto sperperando un quantitativo spropositato di denaro pubblico d'uno Stato che ha anche la sfacciataggine di definirsi laico.

Signori e signore, ecco che il sermone è servito, per la gloria di Dio e di tutta la sua Santa Chiesa, a spese della collettività!

giovedì 27 novembre 2014

L'eterna lotta tra sfruttati e sfruttatori all'interno del sistema capitalistico.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Per comprendere alcune delle dinamiche fondamentali della Società Capitalistica, è necessario suddividere la popolazione in due classi.

La prima, quella dei capitalisti, che detiene capitali e mezzi di produzione; e la seconda, quella dei lavoratori, che è costretta tramite un ricatto economico a vendere ai capitalisti capacità e tempo pur di sopravvivere.

In un simile sistema è evidente che il lavoratore non otterrà mai tutto il frutto del proprio lavoro, bensì una parte di ciò che effettivamente produce in una giornata lavorativa, che andrà a formare il suo stipendio.

La differenza, al netto di spese e investimenti, finisce nelle tasche del capitalista dedito all'accumulazione, che così realizza un guadagno in modo parassitario.

I capitalisti, infatti, non assumono i lavoratori per compiere un'opera di beneficenza, ma per sfruttarli in modo da ottenere il maggior profitto possibile.

Il lavoratore subordinato può, a ragione, essere considerato come un moderno schiavo, perché il capitalista non gli offre un'occupazione concepita per il suo benessere psicofisico, ma lo impiega a seconda delle proprie necessità e nei modi che ritiene più opportuni, privandolo della libertà.

Le esigenze delle due classi sono in contrapposizione.

sabato 22 novembre 2014

L'iper-consumo e le indesiderabili conseguenze per la società.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Potremmo definire l'iper-consumo come quel consumo evitabile che se venisse eliminato non diminuirebbe la qualità della vita degli esseri umani. 

Per comprendere al meglio questo concetto possiamo ricorrere ad alcuni esempi.

Stiamo iper-consumando quando sprechiamo energia, magari perché la nostra abitazione non è coibentata, o quando utilizziamo beni scadenti, che anziché essere progettati per avere una lunga durata, sono realizzati per deteriorarsi e rompersi dopo un breve utilizzo senza possibilità di essere riparati. 

Iper-consumiamo anche quando fumiamo sigarette, o quando gli eserciti utilizzano le armi da guerra per accaparrarsi il predominio sulle risorse petrolifere con il pretesto di difenderci dal terrorismo.

L'adozione dell'iper-consumo porta con sé delle spiacevoli conseguenze sia per l'ambiente che per gli esseri umani. 

mercoledì 19 novembre 2014

Il profitto è il cancro della nostra società.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

Chiunque, in tutta onestà, tentasse d'individuare le principali cause delle distorsioni della nostra società, non potrebbe evitare di considerare le deleterie logiche di profitto.

Alcuni affermano che le azioni di un insieme d'individui in competizione che agiscono l'uno contro l'altro, mossi da un egoistico obiettivo d'arricchimento personale, contribuiscano al raggiungimento del benessere dell'intera umanità. 

Ma di fronte all'evidenza empirica questa affermazione si è rivelata essere tremendamente falsa.

martedì 28 ottobre 2014

Sull'(in)esistenza di Dio e di tutte le altre divinità


Tratto dalla raccolta di saggi semiseri intitolata Anche il Papa è ateo!, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

Questo breve scritto nasce per rispondere alla seguente domanda:

«Come fai ad essere sicuro che non esista un'entità soprannaturale che governi l'universo e che magari ci darà, in un'altra dimensione, una vita ultraterrena?»

Ringrazio per l'ottimo spunto, che ho colto al volo per esporre alcune riflessioni sull'(in)esistenza di Dio e su quelle che potremmo chiamare teorie non falsificabili.

Tecniche di sopravvivenza della Chiesa Cattolica: il muta-morfismo.


Tratto dalla raccolta di saggi semiseri intitolata Anche il Papa è ateo!, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

Sono circa 2.000 anni che la Chiesa Cattolica abusa del suo potere diffondendo la pericolosa illusione d'un paradiso al di là di questo mondo.

La domanda che in molti si saranno posti è la seguente: come diamine avrà fatto a sopravvivere così a lungo?

Com'è possibile che il suo credo si sia mantenuto immutato nei secoli e i precetti formulati più di mille anni fa siano ancora oggi attuali?

Semplice, non è accaduto: le verità “scomode” sono state trasformate e riadattate di volta in volta in base alle rinnovate esigenze della società, con una tecnica che potremmo definire muta-morfismo.

Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace e funziona all'incirca così: fin quando può evitarlo, la Chiesa è notoriamente statica e conservatrice; ma quando il contesto sociale lo rende necessario, improvvisamente diventa la regina del trasformismo.

In primo luogo, una nicchia di stregoni, che si è autoproclamata detentrice di verità assolute e indiscutibili in quanto direttamente ricevute da un loro amico immaginario, ha instaurato un culto religioso in modo da soddisfare determinate esigenze politico-economiche.

Storicamente parlando, si trattò di questioni di potere e profitto, e quindi, in sostanza, d'implementare una qualche dinamica di controllo sociale.

Per questo nacque la religione cattolica, per mettere un giogo immaginifico sulle spalle dei popoli.

Il tutto fu imposto a suon d'indottrinamento, per principio d'autorità e con la forza.

Nei secoli bui, vi erano delle zone del mondo in cui tutti erano cattolici, perché con quelli che ammettevano di non esserlo ci accendevano il fuoco.

I membri dell'Inquisizione agivano talmente in grazia di Dio, da far strappare la lingua a chi veniva accusato di blasfemia, spesso solamente perché contraddiceva la Verità con quella stessa ragione che il loro Dio ha donato all'umanità!

Ecco spiegata la genesi delle tanto sbandierate “origini cristiane” degli italiani, che poi, in verità, sarebbero greche, ma lasciamo stare...

Con il trascorrere degli anni, però, le condizioni sociali mutano: a questo punto, la strategia dei membri del Clero consiste nel rielaborare, trasfigurare, riadattare tutto ciò che è necessario alterare affinché la loro religione continui ad essere compatibile con lo “spirito del tempo”.

C'è da dire che, come la storia c'insegna, prima di riadattare la religione già in essere al mutare del mondo, gli stregoni daranno fondo a tutto il loro potere per adattare il mondo alla loro religione!

Ma se incidentalmente un tale processo impositivo dovesse rivelarsi fallimentare, o non potesse essere attuato, allora statene certi saranno ben disposti ad inventare nuovi precetti etico-morali, favolette da dare in pasto ai fedeli o quant'altro occorra fare.

Del resto, i testi sacri sono notoriamente incoerenti e contraddittori, quindi devono essere interpretati, e guarda caso gli unici che hanno ricevuto il diritto divino della corretta interpretazione sono proprio loro, gli stregoni della setta.

Ciò lascia ai membri della Chiesa un ampio margine di manovra, così ampio da poter giustificare tutto ed il contrario di tutto.

È lo stesso Papa Paolo VI a svelare la tecnica del muta-morfismo soventemente adottata dalla Chiesa nel corso della storia:

«Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società»[1].

Una frase che, detta da un Papa noto per aver vietato ai cattolici l’uso dei contraccettivi, suona un po' strana...

V'è poi la spinosa questione della strategia d'adottare nei confronti della scienza.

Il problema scaturisce dalla (assai concreta) possibilità che qualcuno riesca a smascherare le presunte verità del credo utilizzando un approccio scientifico.

Il pericolo più grande è che la scienza, con i suoi risultati, possa erodere così tanto terreno alla Chiesa, da delegittimare definitivamente l'esistenza della religione cattolica.

La sette deve quindi reagire.

Inizialmente, l'istituzione millenaria usa tutto il suo potere per riportare la realtà all'ordine naturale delle cose, ovvero al loro ordine naturale.

Col passare del tempo, però, se le contraddizioni causate dalle nuove conoscenze scientifiche contrapposte alla presunta Verità di Dio diventano eclatanti e la Chiesa non può più usare la forza, gli stregoni si vedono costretti a ripiegare, “allineandosi” al pensiero contemporaneo nel migliore dei modi possibili.

Una riunione, una nuova edizione della dottrina, un po' d'indottrinamento e via... il consenso ritorna e tutti vissero felici e potenti.

Ad esempio, fino a un certo punto della storia gli inquisitori non avevano problemi nel far torturare chi non avesse sostenuto il sistema geocentrico.

Successivamente, quando la scienza riuscì a dimostrare con prove incontrovertibili che essi erano in errore, come per magia, la posizione ufficiale cambiò.

Una nuova interpretazione del testo sacro e via, problema risolto!

La teoria dell'evoluzione è stata osteggiata strenuamente da parte della Chiesa insegnando il creazionismo persino nelle scuole, fin quando, ad un certo punto... colpo di scena:

Papa Giovanni Paolo II è costretto a cedere alla forza delle evidenze empiriche e decide di riabilitarla, affermando la compatibilità dell'evoluzione con la dottrina della Chiesa! E così via...

Com'è possibile che ciò accada?

Semplice: quando si tratta di religione tutto ciò che diviene imbarazzante o contraddittorio può sempre essere trasformato in metafora, allegoria o mistero della fede.

A tal fine, si può far ricorso a escamotages di ogni sorta, riassumibili con il termine di “mistificazioni”.

A seconda dei casi e delle circostanze è sufficiente utilizzare uno dei termini sopra citati unitamente a delle argomentazioni teologiche sviluppate appositamente per l'occorrenza e il gioco è fatto!

Ricapitolando: fin quando è utile o possibile, ogni membro delle religioni può sempre usare la forza della ragione, ma non appena la ragione non serve più, o non è più conveniente da utilizzare, allora si può affermare che si tratta di una questione al di là della ragione e ci si può appellare alla fede, al sovrannaturale o alla categoria del mistero...

Ebbene, con quest'ultima precisazione, le dinamiche di base caratterizzanti il muta-morfismo sono state illustrate.

Il guaio, però, è che alterando continuamente le proprie verità di fede si rischia di invalidare anche la propria religione: proprio così!

A titolo di esempio, esponiamo brevemente quello che potremmo chiamare il paradosso del cristiano evoluzionista.

L'argomento è il seguente: cattolici e cristiani non possono fare a meno di essere dei creazionisti che ammettono la realtà fattuale di Adamo, Eva, del serpente parlante e della celebre favoletta dell'albero dai frutti proibiti.

Il motivo è presto detto: se gli esseri umani non sono stati creati da Dio ma si sono evoluti, allora l'umanità non si è mai macchiata del peccato originale per colpa di Adamo ed Eva, dato che, se così fosse, quest'ultimi non sarebbero mai esistiti.

Ma se Adamo ed Eva non hanno commesso alcun peccato originale, da cosa è venuto a redimerci Gesù Cristo con la sua crocifissione?

Poiché lo scopo dell'incarnazione di Cristo è la redenzione dell'umanità dal peccato originale, ne consegue che se si nega il creazionismo allora la dottrina del cristianesimo risulta falsa, e quindi decade miseramente.

Pertanto, chi afferma di credere alle falsità diffuse dalla Chiesa, non può esimersi dal credere anche al creazionismo, ammesso che perlomeno voglia essere coerente.

La tecnica del muta-morfismo non viene attuata solo per le nuove e assai pericolose scoperte scientifiche, ma anche per eventuali questioni etiche e morali richieste a gran voce all'interno della società.

Ultimamente non è tanto la scienza a minare la stabilità della Chiesa, ma alcune questioni legate all'omosessualità, ai divorziati-risposati e alle coppie di fatto.

Il tutto è stato dibattuto all'interno del sinodo sulla famiglia, tenutosi in questi giorni.

Il messaggio che è stato veicolato dai media è che ci sono state delle aperture impensabili fino a qualche anno fa da parte della Chiesa, ma non temete, a parte le strategie di marketing di Papa Francesco, il tutto si è concluso con un nulla di fatto.

Pazienza, se ne riparlerà il prossimo anno.

Si sa, la Chiesa ha i suoi tempi, o meglio, ha bisogno di ulteriori pressioni esterne per cambiare, come al solito del resto, ma non temente quando sarà realmente necessario il muta-morfismo verrà applicato, potete starne certi.

Il vero scopo, per il momento, è stato comunque raggiunto ed era un obiettivo mediatico, per chi non l'avesse ancora capito.

Grazie alle strepitose capacità degli spin doctors che seguono il Pontefice, i media hanno dato risalto principalmente al messaggio che doveva passare: quello d'una Chiesa moderna che è al passo con i tempi, vicina e sensibile alle nuove esigenze.

«Dio non ha paura delle novità» afferma Papa Francesco[2].

Ma non è Dio a non aver paura delle novità, è invece la Chiesa che ne ha un gran bisogno, se vuole continuare a mantenere consenso e potere.

Insomma, ancora una volta vale il motto “tutto cambi affinché nulla cambi”.

Della verità ce ne infischiamo; del resto, come c'insegnano gli stregoni, per esercitare il dominio sulle masse l'importante non è la verità quanto l'illusione della verità.

Mirco Mariucci

Fonti:

Il lavoro come mezzo di controllo sociale.


Tratto dal saggio L'illusione della libertà, disponibile in download gratuito al seguente indirizzo.

In un mondo dominato dalle merci dove per sopravvivere si è costretti a procurarsi il denaro, il meccanismo di asservimento dei lavoratori si basa su di un semplice ricatto: o vendi la tua forza lavoro al capitale oppure rischi di morire di fame.

La maggior parte degli individui non è libera di scegliere il lavoro che più gli piace e così, non avendo capitale a sufficienza per avviare l'attività che ha sempre sognato, è costretta a sottomettersi.

Un normale contratto di lavoro consiste nella cessione di 8-10 ore al giorno della propria unica esistenza, che vengono messe a completa disposizione delle esigenze di profitto di altri esseri umani.

Ma i ruoli che il capitale ha ideato per i suoi subordinati, non sono pensati per essere piacevoli, aumentare la qualità della vita o rendere felice un essere umano.

No! Essi sono il riflesso delle necessità del profitto.